Anche la torta per l'Aretino dell'anno Agnelli

Arezzo

Anche la torta per l'Aretino dell'anno Agnelli

29.12.2014 - 17:28

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Anche una torta per Mario Agnelli, il sindaco e dirigente dell'Arezzo decretato Aretino dell'Anno dai lettori del Corriere di Arezzo. La torta gli è stata consegnata dai suoi collaboratori in occasione della conferenza stampa di fine anno a Palazzo San Michele, sede del comune di Castiglion Fiorentino. Nel corso della conferenza Agnelli ha ribadito l'uscita dal dissesto del Comune nel 2016 e il progetto in rampa di lancio, annunciato al Corriere, del recupero a fini turistici dello Stradone di Montecchio con 75 camere ricavate nelle monumentali Leopoldine. Un investimento di Aboca e condiviso con il Comune. Tra gli impegni futuri la Variante di via Codivilla e la riapertura del teatro comunale.

 

Ecco di seguito il testo della lunga intervista rilasciata da Mario Agnelli a Luca Serafini sul Corriere in edicola il 29 dicembre

AREZZO - Ore 10. L’Aretino dell’Anno corre in tuta e scarpette insieme ai giocatori dell’Arezzo. Mario Agnelli fa le ripetute a San Cornelio sotto gli occhi di mister Capuano. I 1891 voti ricevuti dai lettori del Corriere hanno elevato il sindaco-sportivo a personaggio del 2014. Un plebiscito per lui, un grande successo per l’iniziativa del nostro giornale giunta al quarto anno (oltre 6mila email e un bel dialogo con i lettori di cui andiamo fieri).
Agnelli, ha vinto il sindaco di un Comune, Castiglion Fiorentino, che riparte da sotto zero e il dirigente di un club calcistico, l'Arezzo, che cerca di ricostruire qualcosa di importante. Un segnale?
"Per Castiglion Fiorentino avevo detto che l’obiettivo era ed è quello di tornare un paese normale che non facesse più parlare di sé perché in tre anni ha portato i cittadini al voto altrettante volte. Idem per l'Arezzo. Ho iniziato l'avventura quest’estate quando ancora era in serie D e poco dopo siamo tornati alla ‘normalità’ grazie al ripescaggio in Lega Pro voluto dalla società".
A chi obietta: ma Agnelli cosa ha fatto di importante in questo 2014?
"Nella conferenza di fine anno di stamani riepilogherò le cose che abbiamo realizzato e quelle che abbiamo impostato per raggiungere i nostri obiettivi. Intanto rivendico che ci siamo riappropriati della nostra dignità. Il cammino amministrativo è lungo, ma le idee le abbiamo molto chiare. Se qualcuno vuol vedere tutto e subito lo prego di pazientare".
Comune, Arezzo calcio, famiglia, sport, intensa partecipazione alla vita sociale e associativa. Dove trova tempo ed energie per arrivare a tutto?
"Programmando le mie giornate in maniera ordinata, alzandomi presto la mattina e pianificando il più possibile."
Quanto è importante la squadra di collaboratori che ha intorno?
"Lo sport è una scuola di vita per me. Ho imparato anche a vincere perché prima ho imparato a perdere (per 17 anni sono stato all’opposizione…) Alla base di tutto, oltre alla convinzione e all'entusiasmo personale, considero fondamentale l'importanza del gioco di squadra."
Il suo riferimento politico nazionale qual è?
"Faccio davvero molta fatica a indicarne uno. Ma se c'è un uomo al quale mi sento legato questo non opera al momento in Italia perché è il vice presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani".
Da sindaco, a contatto con disagi e speranze della gente, la cosa o l'incontro che più l'ha toccata?
"Moltissime situazioni. Tutte incentrate su lavoro, famiglia e, perché non dirlo, sul reperimento degli alimenti. In particolare mi ha toccato molto l'incontro con una ragazza sola, in stato interessante, senza lavoro, alla vigilia del secondo parto. Straordinaria è poi stata la risposta avuta alla cena che abbiamo organizzato a favore della Caritas con 700 persone".
Dopo vent'anni lei ha riportato dalla sinistra verso il centro/centrodestra Palazzo San Michele. Cosa è stato per lei Girolamo Presentini?
"Un sindaco che ha lasciato segni indelebili per Castiglion Fiorentino e che ci fece cambiare marcia. Per questo desidero anche intitolargli un’area o una strada del paese".
Dissesto, in poche parole, come è nato?
"Oggi paghiamo per il costo del personale 2,2 milioni, prima erano 3,2 milioni. Oggi non c'è neanche una mensa comunale, prima ve ne erano cinque. Le spese per ottenere il consenso elettorale erano fuori controllo, e potrei andare avanti".
Inchieste della procura, come mai non se ne sa più nulla?
"E' una cosa davvero imbarazzante, anche se ho la certezza che nessuno dei filoni di indagine è stato archiviato".
Quando uscirà dal dissesto il Comune?
"Un obiettivo dichiarato è quello di essere fuori dal dissesto con il primo gennaio 2016".
Qualche decisione di fondo, strategica, dovrete prenderla come quella sulla centrale. Ridiscutere con Powercrop o aspettare l'esito della battaglia nei tribunali?
"La prossima scadenza al Tar è fissata per fine gennaio, e noi come scritto nel nostro programma siamo contrari alla centrale. Sarà inevitabile un confronto. Intanto però presentiamo un progetto concreto: la riqualificazione dello Stradone di Montecchio a cura di Aboca spa. Un lavoro condiviso in questi mesi con la proprietà da cui mi aspetto ricadute positive".
Può anticipare qualcosa?
"Il recupero e la fruizione di un sistema ambientale e monumentale unico, con le case leopoldine e la nostra campagna che sarà valorizzata. La creazione di un’arboreta con diverse centinaia di piante. Diverse decine di posti letto nelle quattro leopoldine che saranno ristrutturate, un impegno finanziario di diversi milioni della società altotiberina, e poi la pista ciclabile da realizzare con il finanziamento regionale. Si apre una nuova prospettiva ricettiva e turistica per tutta la Valdichiana, come il protocollo di intesa firmato da tutti i sindaci della vallata vuole dimostrare".
Dopo la visita di Sgarbi ci sarà qualcosa di castiglionese all’Expo di Milano?
“Mi auguro propri di sì. Il San Francesco dipinto da Bartolomeo della Gatta piace molro e non solo per l’Expo”.
 Arezzo andrà alle urne a primavera: Bracciali candidato dopo le primarie Pd, in campo Ghinelli.
"Sui candidati mi pare ancora presto per esprimersi. Guardiamo con attenzione al comune capoluogo e in ogni caso ritengo che Arezzo ha bisogno di un certo rinnovamento e di una nuova prospettiva. Un comune capoluogo forte per la provincia è molto importante".
 Economia al palo, lavorando come manager tra le imprese, che segnali percepisce?
"Per natura non sono mai pessimista, anche se le imprese in questo momento arrancano e chi oggi ha una partita Iva è un eroe davvero. La pressione tributaria e troppo elevata. Urgono cambiamenti strutturali non certo e solo a cura dei comuni, ma del governo centrale".
 Renzi?
"Renzi aveva dato speranze e stabilità politica. Ora vedo diversi scricchiolii e le speranze non vorrei che vengano infrante presto".
Arezzo calcio. Realmente dove può arrivare quest'anno e cosa serve in prospettiva.
"L'Arezzo deve e può salvarsi. Le attese e la voglia di professionismo erano enormi: bene, ora bisognerebbe tradurre tutto ciò con una maggiore partecipazione e vicinanza del mondo imprenditoriale aretino ai colori amaranto".
Eziolino Capuano, il suo rapporto col mister dell’Arezzo. E’ lui l’uomo giusto per il progetto amaranto?
“Simpatia, sintonia, stima. Un uomo che non ti annoia mai e che conosce il calcio come le sue tasche. Un professionista vero che ha trovato in modo forse inaspettato la sua dimensione ad Arezzo. Forse ne aveva anche bisogno lui di una piazza come Arezzo, ma sicuramente è grazie a lui che ci troviamo con 24 punti in classifica in Lega Pro a una giornata dal termine del girone di andata”.
Quando si insediò come primo cittadino lei disse ai castiglionesi: non chiamatemi sindaco, chiamatemi Mario. E' ancora così?
"Rigorosamente sì. Per legge. Mi piace ricevere del tu ed essere chiamato da tutti col mio nome". 

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