Prete e marito di Guerrina, quel ritardo e il cellulare

Badia Tedalda

Prete e marito di Guerrina, quel ritardo e il cellulare

11.10.2014

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Sono le 17.30 del primo maggio 2014 e Guerrina Piscaglia, si saprà dopo, è sparita da Cà Raffaello di Badia Tedalda, inghiottita in un misterioso cono d'ombra. Dal telefonino di Guerrina partono alcune telefonate agganciate dalla cella che copre la zona di Sestino. A quell'ora del pomeriggio il marito e il prete si trovano insieme proprio a Sestino. Una coincidenza? Forse. Ma è un elemento sul quale i carabinieri riflettono con grande attenzione. Il riserbo degli inquirenti non fa trapelare a chi fossero destinate quelle chiamate (è un dato sensibile e delicato), si sa comunque che gli interlocutori non sentirono la voce di Guerrina. La domanda è: che ci faceva il telefonino della cinquantenne là? C'era anche Guerrina a Sestino oppure, più verosimilmente, c'era solo il suo cellulare? Interrogativi, supposizioni, proiezioni. Scenari. Di certo c'è che il tratto di strada tra Cà Raffaello e Sestino è stato battuto un paio di volte dalle squadre di ricerca, pure l'altro ieri. Niente di niente. Ma è come cercare un ago in un pagliaio, tanto fitta è la vegetazione. Poi c'è un altro aspetto di quel pomeriggio dei misteri, finora solo sussurrato ma in realtà verificato e pare documentato: Mirko Alessandrini e padre Gratien Alabi, con l'auto del religioso, arrivarono in ritardo al funerale che dovevano celebrare alle 16. Un sforamento di circa mezz'ora. Come mai? Le parole dei due in proposito non sarebbero state tanto convincenti: il sacerdote indagato, tra l'altro, si è trincerato nella facoltà di non rispondere. Si sa inoltre che i due - marito e prete - conclusero la serata al bar. Prima di rientrare a Cà Raffaello vennero a sapere (dai genitori di Mirko) che Guerrina - uscita a piedi da casa nel primo pomeriggio dopo l'ultima telefonata a padre Graziano - non era tornata. Il resto è il "caso". La denuncia di scomparsa con l'indicazione iniziale, instillata pare da entrambi gli uomini, che si trattasse di fuga volontaria. Più avanti però, a scoppio ritardato, il via alle ricerche e alle indagini, con il sospetto del sequestro di persona e dell'omicidio. I Ris in canonica, il cane cerca cadaveri, i prelievi e le analisi, la raffica di interrogatori ai testimoni, gli avvistamenti, le convinzioni che stanno maturando nel pool guidato da due magistrati, Marco Dioni ed Ersilia Spena. Mentre la tv nazionale ha rilanciato immagini spiacevoli di gente di chiesa che reagisce a malo modo davanti alle troupe televisive, la matassa resta intricatissima. Mancano riscontri oggettivi per definire una soluzione. Non si trova la donna né il suo corpo, tantomeno il telefonino. Al prete verso cui Guerrina aveva preso una sbandata, stanno spulciando il computer, gli hanno prelevato il Dna, lui - che si dichiara estraneo a tutto - si è ripreso libri, effetti e indumenti in canonica. Il marito ha "bucato" il video con i suoi modi e la sua richiesta ("Ritrovatemi la mi' moglie") ma anche con la sua rivelazione: dopo la scomparsa di Guerrina, chiamò l'amica rumena invitandola a casa. E le inviò pure dei soldi come aiuto.

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