Rondine, progetto Sponda Sud: 50 giovani coinvolti in tre anni

Arezzo

Rondine, progetto Sponda Sud: 50 giovani coinvolti in tre anni

01.11.2014 - 18:55

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“Ho dovuto rinunciare a questa opportunità perche sono dovuta rimanere a casa per difendere i diritti civili di mio fratello che due settimane fa è stato arrestato all’Università di Alessandria mentre protestava per l’arresto di altri studenti durante una manifestazione pacifica” Queste le parole di Radwa, una giovane egiziana, selezionata per il progetto triennale “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” realizzato da Rondine Cittadella della Pace, un programma di alta formazione accademica che nel 2014 ha visto 25 partecipanti da Egitto, Tunisia e dai Paesi Area Mena (Algeria, Marocco, Giordania, Libano, Israele, Turchia e dai Territori palestinesi) selezionati su una base di oltre 250 candidature. Il messaggio di Radwa ha aperto il Simposio internazionale dal titolo “Dialogo e cooperazione tra le Sponde del Mediterraneo tra economia e cultura” che si è tenuto giovedì 30 ottobre 2014 dalle ore 14.30 ad Arezzo nella Sala dei Grandi della Provincia che ha visto la partecipazione di personalità istituzionali, accademiche, religiose e della società civile attive nel settore. La libertà di espressione nei paesi della Sponda sud del Mediterraneo, la partecipazione delle nuove generazioni ai processi di democratizzazione, il dialogo tra le culture e le religioni e la cooperazione internazionale sono stati i temi sviluppati nell’arco del convegno e di tutto il progetto, nato nel 2012 a seguito degli avvenimenti della cosiddetta Primavera Araba. Un percorso che in tre anni ha coinvolto oltre 50 giovani, finalizzato proprio a facilitare le nuove generazioni nella comprensione dei processi di cambiamento culturale, economico e sociale in atto, al fine di permettere loro di partecipare attivamente alla fase di cambiamento storico che il proprio Paese sta affrontando, attraverso interventi costruttivi negli ambiti di propria competenza.

Il Simposio si è aperto con la presentazione dei risultati del progetto triennale che nell’ultimo anno si è aperto anche ai Paesi dell’Area Mena ed è stato strutturato in una prima fase di distance learning seguita da un campus residenziale a Rondine in modalità seminariale che si è tenuto nel mese di ottobre e che porterà alla realizzazione di progetti concreti che saranno presentati dai partecipanti dopo un ulteriore mese di elaborazione.
Quindi la parola ai giovani partecipanti che hanno esposto la loro posizione portando ai relatori istanze su diverse tematiche tra cui la necessità di “smettere di far differenze tra nord e sud e il bisogno di organizzarci in maniera collettiva e concreta per far avanzare i nuovi progetti in particolare quelli locali che vanno a toccare le persone “ ha ricordato Misra, dalla Turchia che a solo 25 anni ha già sette anni di esperienza di collaborazione con ONG e varie organizzazioni della società civile.
In rappresentanza dei giovani dello Studentato Internazionale di Rondine è invece intervenuta Naomi che ha ricordato la difficile posizione degli israeliani all’interno dell’area mediterranea: “Non ho scelto di essere israeliana, ma ho scelto di impegnarmi per la pace, siamo quello che siamo ma il punto è che esistiamo. Sono orgogliosa di essere parte di Rondine dove tutti mi accettano per quello che sono, dove si impara a vedere gli altri come persone. Non credo si possano cambiare le cose se non si impara ad accettare la controparte”.
La Sponda Sud tra rinnovamento e radicalizzazione questo il tema dell’intervento di Giuseppe Cassini, già ambasciatore d'Italia in Libano . “C’è oggi un risveglio musulmano che può prendere due strade. Da una parte può seguire la strada del movimento non violento. Gandhi, Martin Luther King e Mandela hanno dato una grande lezione alla presunzione europea, hanno insegnato all’Europa la strada della non violenza - ha affermato l’ambasciatore - Il rischio in queste situazioni è sempre quello che si scelga la strada delle violenza. Voi giovani avete in mano questa scelta e dovete trovare nella democrazia un significato che sia vostro, che sia nuovo”.
Elzir Izzedin, presidente UCOII ha portato una riflessione sul Dialogo nel Mediterraneo, storia e prospettive future. “La laicità è la dimensione in cui si accoglie l’altro ma non solo la sua identità anche il bagaglio culturale e il credo religioso. Non posso accettare una laicità che nega l’appartenenza religiosa e culturale. Per questo il percorso di Rondine è molto importante per aiutare i giovani a crescere coltivando il dialogo anche tra le religioni. Il dialogo e il confronto aiuta noi a scoprire noi stessi e a poter affrontare questioni interreligiose serenamente, nel rispetto dell’altro. Anche noi come arabi abbiamo la responsabilità di trovare spazi di dialogo affinché le religioni non siano un motivo di divisione ma di incontro”.

A condurre le conclusioni il presidente di Rondine, Franco Vaccari: “Tre anni fa abbiamo sentito l’esigenza di fare qualcosa a seguito dello scoppio delle Primavere arabe, nonostante la mission di Rondine guardi alla formazione sul lungo periodo non all’emergenza – ricorda il Presidente - Siamo cresciuti in tutti in questo percorso di tre anni. Abbiamo sperimentato formule diverse e nel tempo abbiamo lavorato con oltre 50 giovani creando una rete che parte dalla conoscenza reciproca e dal rispetto che è la base di una profonda collaborazione. C’è bisogno di visione, di sogni condivisi. C’è una cultura dell’individualismo diffusa in Occidente sempre più radicata ma a Rondine siamo convinti che la felicità nasca dalla necessità di condividere”. In chiusura Vaccari lancia uno sguardo sulle prospettive future: “Oggi si conclude questo progetto, ma è un inizio non una fine. Non smettiamo di guardare al futuro e pensiamo che le ricchezze trovate non le perderemo e continueremo a lavorare insieme”.
L’evento è sta patrocinato da Provincia di Arezzo e Comune di Arezzo e realizzato in media partnership con Toscana Oggi e Tsd Comunicazioni.
Al campus residenziale alla Cittadella della Pace hanno preso parte anche un gruppo di giovani sardi selezionati all’interno del progetto “TRA…mare incontri: conflitto - innovazione - sviluppo” realizzato grazie al sostegno di Fondazione CON IL SUD, Banco di Sardegna e in collaborazione con l’associazione Pro.me.sa nata proprio nell’ambito del progetto per favorire la partecipazione dei giovani della Sardegna ai processi di cooperazione e sviluppo all’interno dell’area mediterranea.

Il progetto “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” è stato realizzato da Rondine Cittadella della Pace con il contributo di Ministero degli Esteri - Direzione Generale Sistema Paese, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Banco di Sardegna, Caritas Italiana.

 

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