Sergio Casagrande in bianco e nero

LAPIS

Il giustiziere americano e il mondo cieco

08.04.2017 - 20:49

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Donald Trump impugna lo spadone del giustiziere vendicatore e, senza attendere le decisioni dell’Onu, scatena una pioggia di missili sulla Siria di Assad, il sospettato numero uno della strage di martedì scorso con i gas nervini.

L’America torna quindi a mostrare i muscoli avocando a sé il ruolo di paladino dei giusti (giusti dal suo punto di vista), ma con quali effetti?


Quelli immediati sono palesi a tutti: innanzitutto, bombardando la Siria, gli Usa di Trump hanno mandato in fumo, in un solo colpo, tutto quello che l’amministrazione Obama - di positivo e di negativo - era riuscita a costruire nella diplomazia internazionale e hanno acuito notevolmente le già forti tensioni presenti in Medio Oriente e non solo.


Quelli futuri, invece, sono un’incognita perché occorrerà vedere quali fatti seguiranno (e se seguiranno) alle condanne giunte da Russia e Iraq. E occorre capire se la scelta di Trump di ricorrere alle armi si ripeterà - e con quale misura - anche in altre gravi crisi internazionali, Corea del Nord in primo luogo.


Di certo, però, oltre agli effetti politici immediati di un’azione del genere, c’è anche l’inutilità della stessa dal punto di vista pratico e concreto: non risolve di certo la crisi siriana; non sconfigge Assad; e non salva la popolazione siriana dai massacri, perché non li interrompe né li rallenta. Nella più probabile delle ipotesi, insomma, quanto accaduto la scorsa notte potrebbe rimanere fine a se stesso e rischiare di essere ricordato, in futuro, come la solita americanata hollywoodiana già vista in altri scenari.


A rendere, poi, ancor più triste la giornata, ci sono le reazioni dei Paesi amici degli Usa. Tutti pronti a giustificare Trump e il lancio dei missili sostenendo che è stata la giusta risposta a una strage compiuta con i gas.


E’ vero, 74 civili e tra loro 25 bambini, sono stati uccisi usando un’arma, il Sarin, considerata universalmente uno strumento da crimine di guerra. E per questo il regime di Assad (se è stato realmente lui ad utilizzarlo) non poteva rimanere impunito.


Ma è anche vero che questi 74 morti vanno ad allungare una lista di civili uccisi in Siria per una guerra che ha già superato le 430mile vittime e ha costretto 4milioni di persone a fuggire all’estero. Una guerra che è iniziata nel 2011 e che, dopo 6 anni, non ha visto ancora qualcuno fare qualcosa di realmente efficace per farla concludere. Ma ha visto tanti contribuire a prolungarla.

Sergio Casagrande
sergio.casagrande@gruppocorriere.it
Twitter: @essecia

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