Padre Graziano torna in canonica per riprendere i suoi indumenti

Guerrina Piscaglia è scomparsa da mesi

Arezzo

Padre Graziano torna in canonica per riprendere i suoi indumenti

10.10.2014

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Un ritorno senza sorrisi né abbracci. Padre Graziano è arrivato a Cà Raffaello in auto, accompagnato non si sa bene da chi, ed è rientrato proprio lì nella canonica sulla quale si addensano le ombre di un caso cominciato più di cinque mesi fa (il 1° maggio) e da agosto balzato nelle cronache locali e nazionali. Gratien Alabi, 45 anni, l’unico indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia, sarebbe uscito dai locali attigui alla chiesa, tenendo in mano delle valigie piene di effetti personali, per lo più indumenti. Un blitz compiuto in modo discreto e rapido. Padre Graziano, indagato formalmente per sequestro di persona, ma che si ritiene totalmente estraneo alle sorti di Guerrina, ha rimesso in piede nei luoghi frequentati fino alla scorsa estate, prima dello stop alla missione svolta insieme agli altri religiosi premostratensi in alta Val Marecchia. Lì nella canonica stando alle ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Arezzo, più volte aveva incontrato la Piscaglia che, è emerso, aveva verso di lui un attaccamento particolare, documentato dalle 4mila tra telefonate e sms rilevate dai tabulati telefonici. In quella canonica i Ris hanno prelevato quelle quattro tracce biologiche su pareti e divano che, a quanto si sussurra, non serviranno a nulla per svelare il mistero. E verso la canonica quel primo maggio Guerrina era diretta prima di sparire nel breve tragitto da casa, a piedi. Prima di uscire aveva pure telefonato a padre Graziano. Adesso gli inquirenti stanno rovistando pure sul suo computer (sequestrato nei giorni scorsi) dopo aver passato al vaglio le automobili a sua disposizione. Attualmente si trova a Perugia, il sacerdote, è difeso dall’avvocato Luca Fanfani, e la scorsa settimana è venuto ad Arezzo per sottoporsi al tampone salivare, indispensabile per gli eventuali riscontri sul dna. Viene descritto come sereno, in attesa che tutto si chiarisca. Ma intanto ha scelto la via del silenzio (la facoltà di non rispondere) e questa mossa, pur legittima, fa pure discutere. Lui potrebbe pure andarsene dall’Italia, nel suo Congo, oppure in Fracia dove lo attende una nuova missione pastorale. Per ora rimane qui. Intanto ieri ha preso il suo abbigliamento pesante, in previsione della stagione fredda. Mentre l’inchiesta pare in una fase di stallo senza grandi sbocchi, il sostotituto procuratore Marco Dioni ha disposto l’acquisizione delle immagini della trasmissione televisiva Chi l’ha visto, in particolare lo stralcio nel quale l’inviato Giuseppe Pizzo fa parlare Mirko Alessandrini, il marito di Guerrina. Si tratta della sequenza in cui si parla dei contatti tra lui e una donna rumena, cui Alessandrini avrebbe inviato dei soldi dopo la scomparsa della moglie, invitandola pure ad andare a stare a casa sua. Non è indagato e chiede ai carabinieri: “Trovatemi mia moglie. Per me e per mio figlio”.

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