Addio alla prof Paggini, i ricordi degli studenti dell'Itis e il grazie dei familiari

Arezzo

Addio alla prof Paggini, i ricordi degli studenti dell'Itis e il grazie dei familiari

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"Non ci hai insegnato solo la storia e l'italiano, ci hai insegnato la bellezza della vita, a combattere e non arrenderci mai. Come hai fatto tu, con il sorriso, fino alla fine, lottando contro quel mostro che non ti ha lasciato scampo". Sono parole, commoventi, degli studenti di Ilaria Paggini, la professoressa scomparsa nei giorni scorsi a soli 42 anni. I funerali, celebrati alla pieve di Sant'Eugenia al Bagnoro, sono stati seguiti da una folla enorme. Un grande tributo alla insegnante, un abbraccio alla famiglia, il marito Roberto Peruzzi, la figlia Letizia e i genitori di Ilaria. "Vogliamo ringraziare tutti - dicono i familiari - per la manifestazione di vicinanza e il calore che abbiamo sentito intorno a noi. Grazie ai ragazzi, straordinari, grazie ai colleghi docenti di Ilaria e al personale dell'Itis Galileo Galilei, grazie alla dirigente scolastica Emanuela Caroti." In nome della professoressa sono state raccolte offerte destinate al Calcit. "Ciao prof", hanno scritto gli studenti nei messaggi letti in chiesa. "Ogni giorno entravi in classe lasciando fuori tutto il tuo dolore e la tua sofferenza, prendendoti il peso dei nostri problemi e cercando di risolverli". Legami stretti, uno scambio di esperienze, un rapporto proseguito intensamente fino alla fine, di quelli che lasciano il segno. La Quinta scrive: "Nella nostra mente si accavallano i ricordi, immagini di tutto quello che è stato il nostro percorso insieme. Si ricorda, prof, il suo primo giorno nella nostra classe? Ci travolse con tutta la sua personalità e professionalità, si mostrò subito per la persona che era, e fu amore a prima vista. Da quel giorno non ha mai smesso di insegnarci come affrontare la vita a testa alta e di trovare sempre il lato positivo delle cose. Ci ha insegnato a distinguere l'essenziale dal superfluo". Un'altra lettera dice: "Ti abbiamo conosciuto il secondo anno, ma tu ci conoscevi da prima, da quando hai detto che ci guardavi dalla finestra della stanza dove facevi la chemio combattendo per la vita e dicevi: quella sarà la mia classe e così è stato. Noi eravamo la tua classe e tu eri la nostra prof. Ora non ci vedremo più nei corridoi di scuola, ma siamo sicuri che sarai la prof degli angeli e sarai il nostro angelo che ci guarda dalla finestra più grande, il cielo, e noi saremo sempre la tua Seconda G".

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