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Venerdì 24 Febbraio 2017 | 09:29

AREZZO

Gratien, la rumena racconta i vizi. Conferma e cambia racconto. Verso il processo

Gratien, la rumena racconta i vizi. Conferma e cambia racconto. Verso il processo

Il pubblico ministero Marco Dioni ha tempo fino al 20 ottobre per chiedere il processo con rito immediato custodiale (o cautelare) per Gratien Alabi, in carcere con l'accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere di Guerrina Piscaglia. Un rito rapido, senza udienza preliminare, per il quale deve sussistere l'evidenza della prova per portare l'imputato a processo. La richiesta della procura (entro 180 giorni dall'arresto, che per padre Graziano è scattato il 23 aprile) viene inoltrata al giudice. Per emettere il decreto di giudizio immediato, occorre che l'indagato, in custodia cautelare come in questo caso, sia stato interrogato (anche se non ha risposto) e vi sia stato il pronunciamento del Riesame sulla misura cautelare. Il pm Dioni sarebbe in effetti intenzionato a perseguire questa strada e per questo prossimamente dovrebbe essere fissata una data per l'interrogatorio del sacerdote congolese. In caso di giudizio immediato la difesa dovrà decidere se ricorrere ad un rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna) o se andare ad affrontare la Corte d'Assise con i giudici popolari. 

Mercoledì 27 maggio intanto si è svolto l'ultimo incidente probatorio, effettuato proprio per cristallizzare elementi di prova da portare nel processo. La prostituta rumena Cristina che frequentava padre Graziano tra fine 2014 e inizio 2015 in una udienza blindata, con il gip Ponticelli che ha richiamato tutti al massimo silenzio con i giornalisti, avrebbe raccontato gli incontri sessuali con il prete (che si era qualificato come professore) riferendo anche delle sue particolari richieste, con dettagli hot. Ha confermato la frase dal tono minaccioso che il 26 gennaio padre Graziano le avrebbe rivolto dopo essere stato da lei "smascherato" e definito "bugiardo". La frase, del tipo "stai zitta altrimenti sei nella lista anche tu..." è stata alla base della contestazione del pericolo di reiterazione del reato che costringe Gratien in carcere.

Marcia indietro, invece, sull'altra frasi importante che la donna aveva riferito ai carabinieri, quella sulla confessione di Gratien di aver messo incinta una donna, ma che lui non voleva il bambino. La donna nell'interrogatorio ha precisato che il sacerdote le aveva detto di aver avuto una storia con una donna che le aveva "mangiato molti soldi", ma l'aspetto della gravidanza e dell'aborto sarebbe stato da lei appreso successivamente forse dalla tv. Una variazione che secondo gli inquirenti nulla muta nella sostanza dell'inchiesta, ritenendo che Gratien fosse tenuto comunque in scacco da Guerrina che lo pressava affermando di essere incinta di lui.

L'avvocato difensore Luca Fanfani ritiene del tutto ininfluente l'interrogatorio: "Non aiuta minimamente a ricostruire i fatti del primo maggio". "Esco rafforzato nella mia convinzione che questa testimonianza, a prescindere dalla buona fede, sia radicalmente viziata da suggestioni che ha subito da tutto ciò che ha appreso dai media". Su Gratien: "Non ha problemi di salute, non ha rilasciato dichiarazioni perché non era il momento." Sulla telefonata: "Questa signora oggettivamente ha assorbito delle informazioni che aveva sentito da giornali e tv e quando ha telefonato a padre Graziano era già convinta che fosse un assassino e tutta la telefonata l'ha sentita con questa prospettiva e ha equivocato il contenuto delle parole di padre Graziano". Sul silenzio di Gratien: "Se la procura prenderà in considerazione l'ipotesi di un allontanamento di Guerrina, non è possibile interfacciarsi perché non sarebbe creduto". Sulla fine di Guerrina: "Può essere accaduto di tutto, quello che invece è altamente inverosimile è che sia successo quello che viene imputato a Gratien di aver ucciso, occultato il corpo nella boscaglia, essere andato a dire due messe".

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