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Venerdì 24 Febbraio 2017 | 09:30

AREZZO

Padre Graziano non ricorre in Cassazione. Dawit, telefono al vaglio

Gratien Alabi Padre Graziano

Padre Graziano

Padre Graziano non ricorrerà in Cassazione contro la decisione del tribunale del Riesame di Firenze che ha confermato per lui la misura cautelare dell'arresto in carcere con l'accusa di omicidio volontario e distruzione del cadavere di Guerrina Piscaglia. L'avvocato Luca Fanfani, che difende il sacerdote in cella dal 23 aprile, ritiene non opportuna l'impugnazione, ma ciò non significa affatto una resa. Anzi, secondo Fanfani il quadro indiziario nei confronti di Gratien Alabi resta debole e l'inchiesta impostata a senso unico, tralasciando alcuni aspetti. Si riserva di chiedere una misura alternativa al carcere sulla base di nuove emergenze nell'inchiesta. Alabi resta per ora muto: da lui nessun elemento agli inquirenti sul quale sviluppare indagini diverse da quelle che lo inguaiano. La Procura, forte dei pronunciamenti dei giudici e convinta della responsabilità del prete nella fine della parrocchiana, deciderà nei prossimi giorni se andare verso un processo con rito immediato. Intanto i carabinieri stanno lavorando effettivamente su alcuni aspetti da approfondire, come la verifica del telefonino del pizzaiolo etiope Dawit con il quale la Piscaglia aveva contatti e nutriva una forte simpatia verso di lui. Il cellulare, che l'etiope aveva ceduto a Sansepolcro prima di partire da Badia Tedalda per Roma, è stato trovato ed è al vaglio per cercare eventuali sms. I tabulati erano stati già controllati. Non ancora individuata la prostituta ungherese o polacca che, secondo il racconto della collega Cristina reso davanti al gip, sarebbe stata "sequestrata" da Gratien a Perugia in casa, episodio nebuloso e senza alcun riscontro. 

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