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Mercoledì 22 Febbraio 2017 | 11:40

Arezzo

Andrea Palladio incisore: in biblioteca 39 tavole

Andrea Palladio incisore: in biblioteca 39 tavole

Con il patrocinio dei Comuni di Arezzo e Padova, della Biblioteca città di Arezzo, della sede aretina dell'università di Siena e con la collaborazione della galleria La teca, si inaugura venerdì 10 ottobre in biblioteca la mostra “Andrea Palladio incisore. Le tavole ispirate ai Commentari de bello gallico di Giulio Cesare”.
Presentazione e tavola rotonda a partire dalle 16 sempre nei locali della biblioteca, nella sala Fossombroni, con interventi di Barbara Rossi, storica dell'arte e curatrice della mostra, Rosanna Bertini Conidi dell'università di Siena "Giulio Cesare. Politico, stratega e letterato" e di Sebastiano Roberto sempre dell'ateneo senese "L'inesauribile fonte dell'antichità nell'opera di Andrea Palladio".
La mostra durerà fino al 31 ottobre. Da martedì a venerdì 10,30 - 13 e 16 - 19. Sabato 10,30 - 13.
Si tratta di una esposizione che propone trentanove tavole incise per mano dell'architetto Andrea Palladio riprodotte nel 1575 presso la stamperia di Pietro De' Franceschi & nipoti con il titolo "I Commentari di C. Giulio Cesare con le figure in rame de gli alloggiamenti, de' fatti d'arme, delle circonvallazioni delle città, e di molte altre cose notabili descritte in essi, fatte da Andrea Palladio per facilitare a chi legge, la cognition dell'historia".
Il Corpus Caesarianum composto dai Commentarii de Bello Civile e de Bello Gallico, quest'ultimo suddiviso in sette libri, narra per mano dell'autore la sistematica sottomissione romana della Gallia a partire dalle spedizioni contro gli Elvezi e contro Aristovisto (58 a.C.) fino alla presa di Alesia e alla sconfitta di Vercingetorige (52 a.C.). Cesare, in risposta ai suoi avversari che lo accusavano di abuso di potere, presenta la guerra come una necessità storica volta a evitare che i Germani, una volta passato il Reno, premessero pericolosamente ai confini di Roma. Alla narrazione di Cesare il luogotenente Aulo Irzio aggiunge un VIII libro con gli avvenimenti del 51 e del 50 collegati all'inizio della guerra civile.
L'interesse di Palladio verso la storia antica gli fu suggerito dal contatto con l'umanista Giangiorgio Trissino, da Valerio Chiericati e Filippo Pigafetta appassionati per l'arte militare. L'architetto terminò il lavoro incisorio intorno al 1573/74 realizzando quarantadue tavole tanto che la redazione finale del libro riportò molti consensi da parte degli studiosi contemporanei.
I Commentarii rappresentano un importante documento per la comprensione della personalità dell'architetto che nel corso della sua carriera aveva compiuto studi anche su Polibio. Proprio lo studio dell'antichità, attraverso le fonti antiche proposte nei disegni a chiaroscuro, si rese utile anche per la redazione di una delle sue opere più interessanti come i Quattro libri dell'architettura nei quali, oltre ad analizzare gli edifici classici, illustra il ponte sul Reno fatto costruire da Cesare alle sue truppe, di cui si porta in visione un'incisione della raccolta.
Il successo dei Commentari si riscontra poi nel lavoro dello studioso Giacomo Zanella, che scrisse La vita di Andrea Palladio (Milano 1880), pubblicando il testo in occasione dei trecento anni trascorsi dalla morte del principe degli architetti e che la città di Vicenza si apprestava a commemorare.
Le incisioni fanno parte di una collezione privata dei signori Rinaldi e Tonello di Padova attuali proprietari della galleria La teca e sono state esposte in prestigiosi musei, tra cui il Museo Mimara di Zagabria, a Palazzo del Monte a Vicenza e nella Biblioteca Municipale di Grenoble. Ora giungeranno anche ad Arezzo, a partire da venerdì e per restare in città fino alla fine del mese di ottobre.

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