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Mercoledì 18 Gennaio 2017 | 00:22

Arezzo

Ombrelloni in piazza Grande, associazioni chiedono buon senso

Ombrelloni in piazza Grande, associazioni chiedono buon senso

 A due giorni dall’incontro fissato al Suap (martedì 14 ottobre alle 16) che servirà per fare il punto tra amministrazione comunale, operatori, associazioni di categoria e polizia municipale, la querelle degli “ombrelloni abusivi” in Piazza Grande si alimenta. La comunicazione pervenuta dalla Soprintendenza di Arezzo, che segnala “difformità nelle occupazioni effettuate da alcuni pubblici esercizi”, pur nel riconoscere il giusto rispetto delle regole, non va giù a chi lavora per il rilancio turistico ed economico della città e, anche, della sua piazza più bella. “E’ assurdo - tuona il direttore di Confcommercio, Franco Marinoni - che operatori che si danno da fare per accogliere al meglio i turisti, che fanno sforzi tutto l’anno per sopravvivere nonostate le difficoltà della crisi e di una zona alta della città evidentemente penalizzata dalla ‘frattura storica’ che gli aretini vivono tra la parte bassa del centro storico e appunto la zona di Piazza Grande, siano ora colpiti da provvedimenti di tale tipo. Giusto rispettare le regole, ma è pur vero che contestare queste imprecisioni è una follia, che non tiene conto della vocazione turistica della città né del suo equilibrio economico e sociale. Mi aspetto - conclude Marinoni - che l’Amministrazione si impegni a incentivare, e non ad ostacolare, le attività di questi operatori”. Ombrelloni in Piazza Grande, che tra l’altro sono anche provvidenziali, considerata la zona. “Non solo servono ad evitare di stare in estate a bere un caffè o a pranzare sotto il sole a 35 gradi - aggiunge Cristiano Beligni, delegato di Ascom per il centro storico - ma sono necessari anche per proteggersi dai piccioni, mica possiamo sparargli! E poi - tuona l’esponente dell’associazione di via XXV Aprile - si viene a parlare di ombrelloni che sciupano la visuale delle Logge Vasari, quando ultimamente è stato sistemato, su uno scarico di acqua piovana rotto, un raccordo di plastica arancione. Oppure, se si guarda alle colonnate delle Logge, imbracate da tre anni ormai, con assi in legno e fil di ferro, in attesa di una indispensabile messa in sicurezza”.
“E’ vero che ci sono regole sovracomunali - interviene anche Stefano Micheli, vicedirettore di Confesercenti - ma occorre anche buonsenso. Il turismo ad Arezzo è al massimo in estate, tra le due Giostre. Non si può pensare di lasciare sotto al sole la gente che visita una delle più belle piazze d’Italia, che registi come Benigni o Pieraccioni hanno addirittura scelto per i loro set cinematografici. Come Associazione - sottolinea quindi Micheli di Confesercenti - chiederemo un tavolo, per gettare le basi per una strategia che garantisca i giusti equilibri tra tutela dei beni culturali ed economia cittadina. Piazza Grande è già troppo poco vissuta. Siamo i primi a chiedere il rispetto delle regole, ma serve una soluzione di buonsenso per fare lavorare i pubblici esercizi. Per qualificare l’offerta turistica bisogna perfezionare l’accoglienza. E i bar e i ristoranti di Piazza Grande lavorano sempre con questo obiettivo. Anzi, fanno miracoli tutto l’anno per garantire servizi e rimanere in piedi, nonostante una stagione che, lì in Piazza Grande, dura di fatto tre mesi all’anno. Non bisogna creare ostacoli, ma semmai pensare ad incentivi per far vivere meglio la piazza”.

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