Cantarelli, intervista all'ad Rinaldi: "Adoro questo marchio"

AREZZO

Cantarelli, intervista all'ad Rinaldi: "Adoro questo marchio"

10.07.2015 - 18:12

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Il futuro di Cantarelli si chiama Rinaldi. L’ingegnere-stilista aretino Emiliano Rinaldi - 36 anni, astro nascente della moda nazionale e internazionale, direttore creativo di ‘La Perla’ fino a un mese fa - sarà l’amministratore delegato della newco che debutta il 15 luglio. L’annuncio è arrivato giovedì, poco prima dello sciopero e delle assemblee dei lavoratori, e per quanto ancora non vi sia l’ufficialità, ha avuto il potere di far rientrare la protesta. Prossime tappe: il 13 l’incontro con le parti sociali e il 15 il deposito in tribunale della proposta di concordato. Clima che sembra rasserenato, parole di fiducia del nuovo Ad in pectore, collaborazione con Alessandro Cantarelli e nodo deglle assunzioni e dei sacrifici che sembra poter essere sciolto.

Rinaldi, come nasce questo impegno in Cantarelli?

“Un mese fa ho finito la mia collaborazione come direttore creativo di La Perla, dopo aver rilanciato l’uomo e fatto partire la donna, e mi si è prospettata questa opportunità tramite l’avvocato Giovanni Gatteschi, che conosce la mia storia e il mio background. Ci siamo trovati, incontrati, messi a sedere, abbiamo parlato di questa cosa e sarei contento che potesse realizzarsi, perché sono nato ad Arezzo e so cosa significa Cantarelli, qui e nel mondo”.

Cosa significa?

“E’ un prodotto che conosco benissimo, un’eccellenza aretina e del made in Italy, so cosa esce da questa azienda. Anche io faccio giacche col mio marchio e quando ho iniziato nel 2010 il mio desiderio era farle belle come quelle di Cantarelli. Ero ancora piccolo, dovevo crescere, ed ero innamorato di questo nostro prodotto aretino. Ora per me sarebbe un vero onore, un privilegio, poter assumere questo ruolo alla guida del consiglio di amministrazione della newco. Vediamo”.

Ma è anche una grossa responsabilità.

“Certo. Si parte da una situazione pesante, ci sarà da soffrire soprattutto nel primo anno, c’è un grande carico da prendersi sulle spalle, tante famiglie che si sono sentite sull’orlo del precipizio, e ci sono difficoltà in questo momento anche di natura sindacale. Ma ho già le idee sufficientemente chiare sul da farsi, sulle strategie, sul progetto: prefiguro scenari futuri e sono sicuro che ci saranno sbocchi, prospettive rosee. Dedicherò tutto me stesso, come ho sempre fatto, a questa sfida”.

Che rapporto c’è con Alessandro Cantarelli?

 “Un buon rapporto. L’ho conosciuto due anni fa, andai a vedere cosa faceva perché Cantarelli è stato sempre un punto di riferimento. Non abbiamo ancora parlato del tipo di collaborazione che ci potrà essere in futuro, ma lo faremo”.

Lei entrerà in società con una quota?

“Non si può escludere, da cosa nasce cosa”.

Lei è figlio di Rinaldo Rinaldi, ingegnere e socio di Saima, grande azienda dei sistemi di sicurezza, e in Saima lavora anche suo fratello Federico, ingegnere pure lui. Si può immaginare una partecipazione di Saima in Cantarelli?

 “Direi di no”.

Il marchio ‘Emiliano Rinaldi’ si è conquistato rapidamente nome e mercato.

“Intanto premetto che ho spostato l’atelier a Firenze per motivi logistici, vivo a Firenze, ma sono aretino al cento per cento. Il nostro è un prodotto di nicchia, di lusso, i fatturati sono bassi, ma siamo nelle migliori boutique del mondo. Sono stato tenuto d’occhio dal mondo della moda e nel gennaio 2014 sono diventato direttore creativo per La Perla. Con mia moglie Aiza Villanueva abbiamo investito nel brand Rinaldi, ci crediamo, vediamo crescere il nostro progetto, raccogliamo soddisfazioni”.

Rinaldi, il nodo è quello delle assunzioni nella newco: quali e quanti contratti e sacrifici.

“Lo so. Troveremo l’accordo. Non sarà un muro contro muro. Se 150 o 170 addetti o un’altra cifra non so dire. L’obiettivo è andare incontro alle famiglie e alle persone, di aiutarne il più possibile, e di perseguire il rilancio.”

Una sfida che si può vincere?

 “Sicuro. Cantarelli ha grandi potenzialità, ha storia, tradizione, qualità. Insieme alla mia esperienza e professionalità si può realizzare un connubbio perfetto per riportare questo marchio al primo posto nel mondo”.

Luca Serafini

 

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