Chimet, progetto da 35 milioni: più rifiuti, più dipendenti

AREZZO

Chimet, progetto da 35 milioni: più rifiuti da trattare, più dipendenti

28.03.2017 - 14:03

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Il gigante Chimet cresce ancora. Più rifiuti da trattare e più posti di lavoro. Un investimento da 35 milioni di euro. Il progetto, in due fasi, prevede uno sviluppo in cinque anni con migliorie architettoniche, crescita industriale e impiego delle più avanzate tecnologie disponibili. L'azienda di Sergio Squarcialupi sta per depositare l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale presso la Regione Toscana per richiedere le modifiche impiantistiche e l’aumento quantitativo dei rifiuti da trattare. Il progetto di revamping è frutto del lavoro di un gruppo di quasi 40 tra esperti e addetti ai lavori coordinati dall'ingegnere Leonardo Tognotti. L'azienda parla di ricadute positive dal punto di vista economico, occupazionale e paesaggistico, nonché del risparmio energetico. Piantumazione di nuove aree verdi, barriere anti-rumore e teleriscaldamento sfruttando cascami termici provenienti dallo stabilimento completano il progetto. Previsto l’arrivo di 20 nuovi dipendenti e la creazione di un indotto di circa 35 nuovi addetti. La procedura di VIA è unica. Dopo la conferma della compatibilità ambientale ed il rilascio della relativa Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), si prevedono due stralci funzionali. Nel primo, più immediato, l’aumento degli stoccaggi passerebbe da 335 a 1.000 tonnellate.

Un cambiamento richiesto per motivi organizzativi e gestionali e che non comporterà nessun tipo di intervento tecnico in quanto compatibile con le attuali potenzialità degli impianti già autorizzati. La quantità di rifiuti ammessi al trattamento, in questa fase, avrebbe un incremento da 12.500 a 17.000 tonnellate, con un tetto massimo, auto-impostosi da Chimet nella istanza di VIA, di sole 8.000 tonnellate annue nel settore della termo-distruzione. Il resto verrà trattato nel settore recupero metalli preziosi. Di pari passo è richiesto anche l’aumento del monte ore lavorative in alcuni settori destinati al recupero di metalli preziosi.

Il secondo stralcio prevede, invece, la realizzazione del progetto definitivo, nell’arco di 5 anni dall’approvazione. Il periodo servirà per interventi impiantistici nei settori destinati al recupero di metalli preziosi e per alcune opere edilizie. E’ la domanda in forte aumento di recupero di metalli preziosi dai catalizzatori esausti e dalle marmitte catalitiche che ha prodotto la necessità di una ristrutturazione industriale dei settori dedicati a questa attività. Una volta a regime, Chimet potrà trattare al massimo 24.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche all’esito di questa seconda fase è prevista la limitazione di 8.000 tonnellate di rifiuti annui alla termodistruzione.

Chimet ha previsto anche l’installazione di un cogeneratore di ultima generazione per produrre energia elettrica con il metano. Produrrà anche acqua e vapore che verranno interamente recuperati, anche per una successiva ipotesi di fornitura di acqua calda a beneficio di circa 300 famiglie di Badia al Pino. Lo Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) che accompagna la richiesta di V.I.A. evidenzia l’assenza di impatti critici degli interventi previsti. Il S.I.A. ha affrontato con rigore, attraverso metodi di indagine innovativi, gli aspetti non solo ambientali, ma anche, e soprattutto, sanitari e socio-economici.

Chimet ha poi previsto interventi di miglioramento architettonico-paesaggistico, nonché l’eliminazione di qualsiasi tipo di scarico di acque reflue civili ed industriali all’esterno dello stabilimento, dopo che quelle piovane sono già del tutto recuperate.

L’azienda, onde garantire la massima trasparenza e la massima partecipazione dei cittadini al procedimento, ha chiesto all'autorità competente che, all’interno della procedura di V.I.A., venga indetta un'inchiesta pubblica. Nelle prossime settimane, poi, presso la fabbrica verrà organizzata una giornata nella quale, oltre a dare la possibilità a chiunque di visitare lo stabilimento, verrà presentato pubblicamente il progetto.

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