Flop Italia, la ricetta degli azzurri...aretini

AREZZO

Flop Italia, la ricetta degli azzurri...aretini

14.11.2017 - 21:03

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“L’anno zero del calcio? Ce lo siamo cercati. E lo abbiamo trovato”. Ciccio Graziani anche se lo senti per telefono, mette sempre un po’ di soggezione. Prima lui e poi Antonio Cabrini. Sono le colonne di un calcio che non c’è più, ma che evidentemente hanno lasciato tanto. Ci chiediamo chi, oggi, è capace di fare altrettanto? Non quest’Italia che ai Mondiali non ci andrà. Peccato. Ma cogliamo l’occasione per ripartire da zero. “Non ce ne sarebbe stato bisogno - dice Graziani, campione del Mondo dell’82 ed ex presidente dell’Arezzo - Visto che però è successo, occorre fare piazza pulita. A tutti i livelli. Ricominciamo per esempio dalle strutture sportive. Ci sono società di serie A che non hanno un centro sportivo. La prima squadra si allena da una parte, le formazioni del settore giovanile dall’altro. Sparse di qua e di là. Ricominciamo ad investire sui giovani, sui vivai. Vanno bene anche gli stranieri, del resto queste sono le regole. Alla fine sono convinto che il nostro calcio si risolleverà. Abbiamo talento, l’importante è stare sereni e calmi”. Antonio Cabrini: “Non c’è mai stata la volontà di cambiare il sistema - dice - Finora ci siamo sempre nascosti dietro a vittorie che non accontentavano nessuno, ma che alla fine ‘facevano comodo’ per non cambiare niente. Ciò che va cambiato è il sistema. Ci sono stati uomini finora non adatti a portare avanti determinati ruoli. Diamo una scossa e poi possiamo mettere tutti i Ventura, i Tavecchio che vogliamo, ma cerchiamo di cambiare questo nostro calcio”. Michele Catalani, ex addetto stampa dell’Arezzo e nipote di Azelio Rachini dirigente Figc: “Penso che per amicizia con Tavecchio, mio nonno non avrebbe detto niente pubblicamente, poi però in privato qualcosa gli avrebbe rimproverato. Mio nonno amava la Nazionale. Amava Coverciano e gli sarebbe dispiaciuto. Tanto”. Andrea Sussi, ex giocatore di serie A e B ed ex allenatore vorrebbe ripartire dal basso: “La Federazione dovrebbe fare una task force di 20 persone e mandarle a visionare gli allenamenti nei vari settori giovanili. Vedere se gli allenatori sono davvero adatti ad allenare, oppure se sono lì solo perché amici degli amici. E poi più selezione a Coverciano quando bisogna prendere il patentino".

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