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Lunedì 05 Dicembre 2016 | 09:23

Grazie per averci creduto

Grazie per averci creduto

Trent’anni. Un traguardo importante per la vita di chiunque, segna il passaggio all’età adulta. Trent’anni per un giornale è un anniversario da festeggiare alla grande. A maggior ragione per il Corriere di Arezzo che il 3 aprile del 1985 comparve per la prima volta nelle edicole della città e della provincia. Nacque per gemmazione dal Corriere dell’Umbria e si distinse da subito, in osservanza della linea madre, per un nuovo modo di fare informazione locale, dando spazio ai territori, raccontando i campanili e i paesi della vallata, garantendo voce a chi non l’aveva. Il Corriere di Arezzo di allora e quello di oggi ha perseguito sempre un obiettivo, quello di valorizzare l'identità di chi è aretino e si sente orgogliosamente espressione dell’aretinità. Fin dalla prima copia i giornalisti non hanno mai tradito il loro dovere in una sfida continua e a volte anche faticosa, a volte commettendo degli errori come succede a chi lavora ma mai in malafede o per partito preso. Anzi cercando sempre di rispettare i fondamentali di un mestiere che negli ultimi anni sta vivendo una rivoluzione epocale grazie alla presenza della rete e dell’informazione on line.
Il Corriere di Arezzo, nato come Corriere Aretino, è stato nel contempo una sfida e un’avventura. Una sfida perché arrivava in una terra dove la piazza era già occupata e si trattava di scardinare un modus vivendi ma anche e soprattutto intaccare un’abitudinarietà legata all’acquisto del quotidiano in edicola. Un'avventura perché solo grazie all’entusiasmo, alla passione, alla professionalità e a quella sana incoscienza di un gruppo di colleghi è stato possibile realizzare l’impresa di fare un giornale tutti i giorni e farlo seguendo la linea risultata vincente dell’informazione locale, cioè dare spazio e visibilità, riconoscimento e identità al capoluogo e ai tanti paesi della provincia. Su questo abbiamo puntato fin dal primo numero e in genere è stato questo il nostro punto di forza anche degli quotidiani del Gruppo Corriere. Di solito quando si festeggia un anniversario si danno i ringraziamenti. Non mi posso e non mi voglio sottrarre, precisando che si tratta di ringraziamenti sentiti e non di circostanza. Un grazie di cuore quindi a tutti i colleghi che hanno speso un pezzo della loro vita professionale ad Arezzo. Un grazie ai colleghi che attualmente lavorano per il Corriere e tutti i giorni si impegnano senza risparmio di energie per garantire un prodotto di qualità. Un grazie all’azienda che ci permette in un tempo così difficile per l’editoria di continuare a fare un mestiere bellissimo. E infine, ma non per ordine di importanza, un grazie a voi lettori che insieme a noi avete colto questa sfida e avete sposato quest'avventura.
anna.mossuto@gruppocorriere.it
direttore@gruppocorriere.it

il punto
del direttore