cannocchiale

Il Governatore scopre l’ultima carta

19.02.2017 - 12:58

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Lo ha confermato tre anni fa perfino la Cassazione: il poker non è un gioco d’azzardo, tanto meno proibito, è solo un gioco di abilità. Quindi non c’è niente di male se si rilancia tenendo tutte le cinque carte coperte finché non c’è nessuno che ti costringe a scoprirle per venire a vederle. E non ci sarebbe niente di male se fosse vero quello che dicono in tanti, che Renzi è un abile giocatore di poker. Niente di male, anche se è difficile mettere insieme il poker e un ex boyscout. Ma se la Cassazione dice che il poker è solo un gioco di abilità, la sentenza vale anche per la telesina, nient’altro che una variante del Poker:  con la differenza che le carte si scoprono una per volta, ed è l’ultima carta coperta che ti fa pensare se andare o non andare a vedere. Se è difficile credere a un Renzi giocatore di poker, lo è di meno credere che il governatore Enrico Rossi, mentre si stava laureando in filosofia, abbia passato qualche serata a telesina. Certo è che lui le carte le scopre una per volta e  l’ultima, quella della scissione sì o no,  anche Renzi deve andare a vederla oggi all’assemblea del Pd.  E pensare che le prime quattro le aveva scoperte quasi tutte ad Arezzo.  E la prima non era una scartina, era l’asso della candidatura a segretario nazionale del Pd scoperto durante una intervista di Guido Albucci a Monte San Savino. La seconda era quanto di meglio si potesse accoppiare alla prima: un altro asso scoperto alla vigilia del referendum  al Circolo Artistico con Andrea Scanzi che per Passioni Festival  lo intervistava alla presentazione del suo libro “La rivoluzione socialista”. Una rivoluzione socialista 2.0 che Rossi ci teneva a separare “da esperienze politiche che appartengono al passato, ma con la quale si riannoda piuttosto il filo di un pensiero al quale si era ispirato Enrico Berlinguer”. Insomma una terza via, senza negare il sì al referendum costituzionale, per arrivare al traguardo della segreteria nazionale del Pd riscoprendo, non l’ideologia ma i valori della sinistra. La terza carta non tardò a scoprirla sempre ad Arezzo, nella sede più istituzionale della città, quando non mancò, poche ore dopo l’esito del referendum, all’appuntamento a Palazzo Cavallo con il sindaco Ghinelli per la firma del protocollo del Museo dell’Oro. E’ ora - disse ai giornalisti curiosi del suo pensiero sull’esito del referendum – che il Pd si apra ai drammi quotidiani della gente, sia più vicino ai ceti deboli, ripensi l’intero asse delle sue strategie”. Non c’era ancora scoperto un tris d’assi, ma non era difficile capire che il governatore era sempre più in partita- Per giocarla fino in fondo ha organizzato ieri a Roma la kermesse della sinistra del Pd, presentandosi sul palco del Teatro Vittoria insieme ad un altro governatore, Michele Emiliano, e al capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza. Davanti una folla che si accalcava fino all’ingresso del teatro, in prima fila tutti i big della sinistra del Pd, da Bersani e D’Alema. Questa volta la carta l’ha scoperta ventiquattro ore prima dell’assemblea  del Pd che deciderà i tempi del congresso, quindi delle candidature  alla segreteria nazionale. Una carta pesante per una sfida questa sì tutta scoperta. “Se si pensa – ha detto il Governatore - di fare un congresso in poche settimane, una conta per consegnare la guida del partito al segretario, noi non ci stiamo. Il Pd  è, per sua natura, un partito plurale e di centrosinistra, chi pensa di abolire la sinistra si assume la responsabilità di una spaccatura del partito”. Ora le quattro carte sono tutte scoperte.  Ce n’è solo una coperta: c’è solo da andare a vederla, oggi,  per capire chi vince la mano a telesina.

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