Bail in, Arezzo cavia per l’Europa

I Frecciarossa che si accoppiano

09.07.2017 - 17:41

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Finora erano tutti accoppiati, tranne uno: il Frecciarossa che arriva ad Arezzo da Roma alle 20  e prosegue per Milano dove arriva alle 22.40.  Da dicembre avrà il suo compagno come tutti gli altri quattro  Frecciarossa che si fermano in coppia ad Arezzo. La notizia del nuovo accoppiamento, come ha riferito ieri il Corriere di Arezzo, era nell’aria: a riceverla per primo da Trenitalia è stato il suo naturale  referente  in Toscana, l’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli.  Da dicembre si rimette tutto in pari con il Frecciarossa che parte da Milano alle 6,15, arriva ad Arezzo alle 8.40 e riparte per Roma, dove arriva alle 9.55. In realtà il fatto che alla stazione di Arezzo faccia sosta un nuovo, il sesto, Frecciarossa   rischia di non fare più neppure tanto notizia.  Ormai  sembra scontato, anche se fino a poco tempo fa non lo era per niente, che per vedere i Frecciarossa non sia più necessario fermarsi a San Zeno davanti alla Tav sulla quale finora tutti i Frecciarossa tiravano dritti. Che siano diventati sei i Frecciarossa che, invece di tirare dritto per Roma o per Milano,  si fermano ad Arezzo , rischia sì di passare come la notizia che un bus della Tiemme faccia da dicembre una fermata in più.  Ma è un rischio che non solo gli aretini, anche tutti gli utenti di un bacino che arriva fino all’Alto Tevere , vorrebbero correre almeno una volta all’anno.  E in fondo è così che sta andando avanti, senza neanche troppo clamore e senza neanche un euro da spendere, l’idea lanciata quattro anni fa negli uffici del Genio civile di Arezzo proprio da Vincenzo Ceccarelli e dall’assessore ai trasporti dell’Umbria Rometti, di una stazione,  intermedia sulla Tav tra Roma e Firenze. Sul modello e sui parametri di un’altra stazione intermedia sulla Tav tra Bologna e Milano, Mediopadana, una cattedrale nel deserto firmata da Santiago Calatrava, e costata quasi 100 milioni. Bastò un tavolo tecnico con Trenitalia a capotavola, per dimostrare che senza spendere cento milioni MedioEtruria, diatribe a parte per la scelta della sua collocazione,  avrebbe potuto svolgere lo stesso ruolo di MedioPadana.  Ma se lo stesso ruolo può svolgerlo, pur con cinque minuti in più per uscire dalla Tav e per rientrarci,  una stazione già esistente, come aveva poi concluso il tavolo tecnico, tanto di guadagnato per Trenitalia e per la buona pace del bacino di utenti. Ma, vista la piega che hanno ormai preso cinque, e da dicembre sei,  Frecciarossa, e in attesa che anche Italo si metta sulla buona strada, tanto di guadagnato anche per la stazione principale tra Roma e Firenze. Ceccarelli è assessore ai trasporti per tutta la Regione: è reduce dalla “Cura del ferro”, la due giorni fiorentina svolta all’auditorium  di Sant’Apollonia per porre le basi di una Toscana regione europea inserita nelle grandi reti ferroviarie continentali. E’ alla fine del convegno che annuncia il sesto Frecciarossa ad Arezzo, ma è anche nella stessa occasione che ricorda a Trenitalia l’impegno di una coppia di supertreni a Chiusi. Se  questa non è ancora MedioEtruria, non è impossibile immaginare che sia destinata a diventarlo  prima ancora che ne prenda il nome.  Anche a buon diritto, visto che Arezzo, senza scomodare troppo secoli di storia e neanche Mecenate,  della terra degli Etruschi è sempre stata l’ombelico.

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