La nuova sfida del Corriere

Tra i due litiganti ha perso la stampa

Anna Mossuto
0

Clamoroso in America e non al Cibali. Gli sportivi sanno che Cibali non è un Paese degli Stati Uniti bensì il nome dello stadio di Catania dove la squadra del posto vinse contro l’Inter 2 a 0 contrariamente a ogni pronostico e a ogni previsione.
Ecco che l’elezione di Donald Trump a presidente degli Usa ha il sapore e il senso di quella lontana partita del 1961, di quando cioè succede qualcosa di straordinario, incredibile e sorprendente.
Ha vinto Trump, ha perso la Clinton. Ma al di là di tutto, della lettura del voto che è comunque espressione della volontà popolare, a perdere è stata anche la categoria dei giornalisti, oltre a quella dei sondaggisti e degli analisti. Eh sì perché mai come in queste elezioni si è toccato con mano il fallimento della funzione di chi fa informazione. Sull’esito del voto americano noi giornalisti dobbiamo prendere atto, senza chiuderci a riccio per l’ennesima volta dietro una difesa corporativa, che siamo distanti anni luce da quello che accade nella realtà. Per mesi abbiamo raccontato che avrebbe vinto la Clinton perché intercettava le domande e i bisogni dei cittadini americani mentre il rivale Trump era sgradito alle donne, agli stranieri, ai neri, all’establismhent.
Ecco, non ci abbiamo capito nulla. Perché Trump ha vinto e non di misura, e lui sì ha intercettato le esigenze del popolo.

La stampa in generale, al di qua e al di là dell'Oceano, ha raccontato un'altra America, quella che appare in superficie e che sta nelle vetrine; mentre quell’altra America, la maggioranza, è stata ignorata completamente. Eppure in un solo giorno, con coraggio, ha scritto un pezzo di storia.
Ora si può essere contenti o non contenti di come sono andate le cose, ma ricordiamoci sempre che ogni voto è l’espressione della democrazia, e questo è avulso dal ragionamento incentrato sul non aver saputo leggere la realtà.
Del perché si è stati così ciechi si possono azzardare ipotesi e tentare giustificazioni.
Forse la categoria è troppo abituata a parlarsi addosso e a non sforzarsi di vedere quello che succede sotto il naso, forse perché pensiamo che il mondo gira attorno alla nostra orbita e basta, forse perché si continua a credere per schematismi e modelli obsoleti tipo destra e sinistra, democratici e repubblicani in questo caso. Insomma c’è stato un grave e imperdonabile difetto di osservazione. Ma non è il primo, purtroppo.
E' successo qualche mese fa con la vicenda della Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, ed è successo qualche anno fa con l’exploit del Movimento 5 Stelle in Italia. Un fallimento della categoria nella incapacità di catturare e scrivere della rabbia di una parte consistente e silenziosa dell’elettorato, di quella parte colpevolmente dimenticata che abita nelle periferie ed è imprigionata da una ripresa economica che non si vede nei fatti ma si sente solo nelle parole.
Chi ha il dovere di raccontare i fatti non può rinchiudersi in una torre d’avorio o al caldo di una redazione e spacciare per realtà un altro mondo, quello immaginato o desiderato. È una questione di credibilità e se si perde, come la stiamo perdendo, non ce ne sarà per nessuno.
Che fare allora? Non si può tornare indietro, purtroppo, e riavvolgere il filo della storia, ma ci si può fermare per riflettere, per fare mea culpa in un bel bagno di umiltà, rimettersi in discussione. E ripartire ricordando che il mondo è là fuori, non quello che abbiamo nella nostra testa. Perdere quest’occasione per un serio cambiamento culturale sarebbe un altro, gravissimo, errore.

anna.mossuto@gruppocorriere.it
www.annamossuto.it

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Milano, il Papa visita una famiglia di musulmani: ''Ha bevuto il latte con noi''

Milano, il Papa visita una famiglia di musulmani: ''Ha bevuto il latte con noi''

Karim Mihoual e sua moglie Hanane Tardane abitano all'interno delle Case Bianche di via Salomone a Milano con i loro tre figli. In occasione della sua visita in città, Papa Francesco ha bussato alla loro porta: "Io sono musulmano, ma per me lui è un santo. Ha bevuto il latte con noi e abbiamo parlato della nostra condizione qui nelle case popolari. Quando è andato via gli ho baciato la mano", ...

 
Sottili: "Il nostro obiettivo? Arezzo terzo"
Lega Pro

Sottili: "Il nostro obiettivo? Arezzo terzo"

Stefano Sottili, allenatore dell'Arezzo, alla vigilia della partita contro la Pistoiese che si giocherà lunedì 27 marzo alle ore 20.45 allo stadio Comunale. L'allenatore parla dell'obiettivo da qui alla fine del campionato: "Arrivare al terzo posto"

 
Al Teatro Mecenate va in scena "Nella stanza di Max"

Il Teatro Mecenate di Arezzo

SPETTACOLO PER BAMBINI

Al Teatro Mecenate va in scena "Nella stanza di Max"

Termina la rassegna Altre Danze_Portiamo i ragazzi a teatro!, ideata dall’Associazione Sosta Palmizi e rivolta ai bambini, agli adolescenti, alle famiglie e alle scuole. L’ultimo ...