Gesù ci lascia liberi di seguirlo

Gesù ci lascia liberi di seguirlo

25.01.2015 - 14:47

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La liturgia di questa domenica ci ricorda che il tempo è compiuto ed il regno di Dio è vicino, non è più tempo di attendere, ma è necessario convertirsi. La novità di Cristo non accetta indugi: o si accetta la sua amicizia o si rifiuta. Nella prima lettura, tratta dal libro del profeta Giona, ci viene ribadita questa urgenza della conversione attraverso la fede. Giona viene inviato da Dio a Ninive, città molto grande, per annunciare ai suoi abitanti la sua parola. Giona aveva percorso la città per un giorno di cammino predicando e annunciando che dopo quaranta giorni la loro città sarebbe stata distrutta. Gli abitanti di Ninive, senza attendere ancora, credettero alle parole del profeta ed iniziarono il digiuno, vestirono tutti, grandi e piccoli, il sacco. Dio vide le loro opere buone ed allora risparmiò Ninive, perché non solo gli abitanti ascoltarono ma abbandonarono la loro condotta malvagia: Dio ebbe misericordia nei loro confronti. Il profeta invece viene rimproverato da Dio perché non ha creduto alla sua misericordia; egli ha predicato con durezza insistendo sui quaranta giorni, ma non ha considerato che i quaranta giorni degli uomini non sono quelli di Dio, che ha permesso a Ninive di pentirsi e di trasformarsi in una comunità che ha fiducia nella sua misericordia. Il ritornello del salmo 24/25 "Fammi conoscere, Signore, le tue vie" ricorda che il Signore è sempre pronto a perdonare i peccatori, insegna loro i suoi sentieri, li guida nella sua fedeltà, indicando loro la strada giusta per arrivare a lui, unica salvezza. Il Signore infatti è buono e giusto, è misericordioso e ci dona il suo amore. La seconda lettura tratta dalla prima lettera dell’apostolo Paolo ai Corinzi, dice che tutto passa in questo mondo e non dobbiamo fermarci alle cose di quaggiù, ma dobbiamo aderire a Dio che solo è eterno. Paolo ci invita a non vivere la nostra vita quotidiana, perché ormai il tempo si è fatto breve e tutto ciò che è di questo mondo passa. Quello che vuole farci comprendere Paolo è che dobbiamo vivere la vita quotidiana in pienezza, ma senza farla diventare un assoluto. Tutto quello che è del mondo inevitabilmente passa, resta la certezza della vita eterna. L'evangelista Marco nel vangelo ci presenta l'episodio in cui Gesù, dopo la morte di Giovanni, predicava la parola di Dio attraversando la Galilea e proclamava che “il tempo è compiuto ed il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo”. Passando poi lungo il mare di Galilea vide Simone ed Andrea che gettavano le reti in mare, essi erano infatti dei pescatori e Gesù disse loro: “Venite dietro a me vi farò diventare pescatori di uomini”. Essi lasciarono subito le reti e lo seguirono. Andato ancora un po' avanti vide Giacomo e suo fratello Giovanni, figli di Zebedeo, che nella barca riparavano le reti e li chiamò ed essi lasciarono il padre con i garzoni e lo seguirono. Conversione e fede comportano per il cristiano un’adesione totale alla parola del Signore, cioè per seguirlo il cristiano deve cambiare completamente il suo modo di pensare e di agire. Dio chiama ciascuno alla salvezza, vuole che lo seguiamo, ma ci lascia liberi di farlo o meno.

*con la collaborazione di Andrea Grippo

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