Imprese: Pattofatto (Cdp), defiscalizzare acquisto start up

11.07.2018 - 18:46

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Milano, 11 lug. (Labitalia) - Nell'ambito del corporate venture capital, si potrebbe pensare di "defiscalizzare l'acquisto di start up innovative da parte delle aziende; potrebbe essere qualcosa che aiuta la crescita per linee esterne di acquisizione di tecnologie innovative". A lanciare la proposta Leone Pattofatto – Chief Strategic Equity Officer di Cassa Depositi e Prestiti, in occasione di 'EY Manufacturing Lab. La rivoluzione digitale della manifattura italiana' che si è svolto oggi all'Unicredit Pavillon. Secondo Pattofatto, rispetto alle politiche per incentivare la digitalizzazione delle imprese, "credo sia stato fatto molto negli ultimi anni, penso ad esempio al supporto alle start up innovative". Si è assistito, a suo avviso, a "passi avanti sia dal punto di vista delle policies ma anche per quanto riguarda l'armonizzazione delle regole del private equity e del venture capitale che sono un fattore importante".

Per quanto riguarda nello specifico la Cdp, "abbiamo una natura di investitore finanziario e dunque con i nostri interventi - spiega ricordando i commitment per circa due miliardi del triennio 2015- 2018, di cui circa 600 mln dedicati proprio a innovazione e venture capital - abbiamo cercato di facilitare questi processi, mettendo dunque capitale a lavorare per aiutare le aziende da una parte a investire in innovazione e poi a crescere, perché soltanto attraverso la crescita si può competere ed essendo più grandi si può investire di più in innovazione e si possono fare anche acquisizioni di realtà esterne e avere un ruolo proattivo nel corporate venture capital".

Il perimetro di Cdp "è aperto - chiarisce Pattofatto - nel senso che la missione è sempre la stessa, quindi sostenere crescita e competitività delle imprese e del paese. Continuiamo a cercare di identificare quali possono essere gli strumenti migliori per seguire questa missione a seconda del momento storico e a seconda delle condizioni. Nel 2011 era un momento molto particolare in mancava il credito, mancava il private equity, c'è stato l'intervento diretto o indiretto tramite fondi di Cdp per dare benzina al sistema nel momento in cui era fermo". Poi, sottolinea, "negli ultimi anni abbiamo reinterpretato il ruolo di istituto che vuole affiancarsi al privato e al sistema bancario per dare stimoli, per intervenire dove c'è bisogno, ma sempre con un ruolo da investitori".

"Abbiamo guardato un po' tutto l'ecosistema del venture capitale e abbiamo cercato di identificare - spiega Pattofatto - quegli ambiti in cui pensavamo ci fosse più bisogno. Gli interventi principali sono stati Itatech, una piattaforma di co-investimento insieme al Fei (Fondo europeo di investimenti ) che si focalizza sul trasferimento tecnologico, dunque spin off universitario, licenze e brevetti, che ha già fatto due investimenti in due fondi con l'idea di mettere denari in idee nuove in Italia, aiutando la ricerca universitaria a diventare azienda".

Il Chief Strategic Equity Officer di Cassa Depositi e Prestiti ricorda infine i "nuovi impegni nei fondi gestiti dal Fondo italiano di investimento che ha avuto un ruolo fondamentale negli ultimi anni, perché ha dato avvio al mondo del venture capitale in Italia: se uno va a vedere dei 15-20 fondi che ci sono in Italia operanti in questo periodo, otto sono nati grande all'intervento del Fei che ha fatto da anchor investor, cioè è stato il primo a crederci e a mettere i soldi nonostante fossero o first time funds o first time teams".

"E abbiamo fatto anche partire un altro fondo focalizzato però sul late stage venture capital perché un altro paradosso del nostro ecosistema è che per una start up trovare un ticket di investimento di uno o due milioni è relativamente facile. Quando si va su ticket più grandi di 10 milioni dunque il secondo giro di finanziamenti è molto più difficile e questo perché abbiamo venture capital di dimensione media di 50-60 milioni e dunque un ticket di 10 è improponibile. Questo fondo - conclude - va proprio a cercare di colmare quel gap. Poi stiamo lavorando su altre iniziative a favore di business angel e a sostegno degli acceleratori di impresa che sono un altro pezzo importante dell'ecosistema dell'innovazione".

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