Romizi lancia all'Eden "Arezzo in Comune". Anche con Dringoli

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Romizi lancia all'Eden "Arezzo in Comune". Anche con Dringoli

08.11.2014 - 15:59

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Né lui né Veltroni, che vuole salvare tutti gli Eden d’Italia, sono riusciti ancora a riaprire quello di Arezzo perché si possa tornarci a vedere un film, ma Francesco Romizi, assessore comunale alle politiche giovanili, all’Eden di via Guadagnoli è così affezionato che ha scelto una delle sue sale per presentare “Arezzo in Comune”. La lista della “Sinistra che cambia”: se stessa, ma anche la città – ha detto Romizi che ne è il primo promotore. Ma nella Sala dell’Eden, gremita per il debutto di “Arezzo in Comune”, c’erano almeno “una ventina di pazzi”, come Romizi, che di quella ventina ovviamente fa parte, ha definito i promotori del progetto. C’era Franco Dringoli, eletto in consiglio con Rifondazione comunista, ma che, quando Fanfani tagliò i cespugli, rimase in Giunta per finire i grandi cantieri aperti come quello della Fortezza o del Teatro Petrarca. L’assessore alle opere pubbliche è salito sul palco sollecitato dagli interventi dalla sala sulla bassa percentuale della raccolta dei rifiuti. “Stiamo andando avanti con il porta a porta – ha detto – ma anche quello della raccolta e del trattamento dei rifiuti è un problema che compete alla politica, non solo di Palazzo Cavallo”. Prima di Dringoli erano stati chiamati sul palco altri due promotori eccellenti. “Entrambi due ex” – ha detto il moderatore del debutto di “Arezzo in Comune”, Paolo Casalini: Enrico Fiori, già presidente provinciale delle Acli, ma presente a titolo personale, e Giuseppe Caroti, ex presidente del consiglio comunale eletto nella prima legislatura Fanfani come indipendente di sinistra nella lista del Pd. “Non serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca – ha detto Fiori citando Don Milani – Guai a chi sta a guardare chi sbaglia restando indifferente. Il diavolo, come recita una barzelletta sull’aldilà, gli riserverebbe l’ultimo posto disponibile all’inferno”. Prima che si aprisse il dibattito, era intervenuto anche Stefano Gasperini, non solo perché sindaco vuol diventarlo correndo per le primarie di coalizione, ma anche perché sindaco lo è già, anche se solo reggente. Ma il loro saluto per email lo hanno inviato anche gli altri due concorrenti alle primarie di coalizione, Matteo Bracciali, ad Amsterdam per lavoro, e Luciano Ralli, impegnato in una diretta a Teletruria, il giorno stesso del suo annuncio, il primo ufficiale, della sua candidatura. Il Pd e i suoi candidati alle primarie non potevano, del resto, mancare al debutto di una lista che con il Pd sembra destinata a fare coalizione alle primarie. C’era, infatti, ed è intervenuta, anche Elisa Bertoli che del Pd è segretaria comunale. Col suo debutto all’Eden, “Arezzo in Comune”, prima di elaborare il suo programma di governo, ha cominciato giovedì sera a raccogliere altre adesioni oltre alla “ventina di pazzi”. Ma intanto è stato proprio Romizi, che ha aperto l’incontro, a ricordare i principi che ispireranno il programma e gli stessi motivi della nascita di Arezzo in Comune. “Arezzo in Comune – ha detto- è la sinistra che cambia, se stessa e la città- L’idea è quella di fungere da calamita per tutte le persone, le organizzazioni e anche i partiti che oggi si sentono forse smarriti -ha detto l’assessore alle politiche giovanili – ma che condividono i valori di una sinistra contemporanea, viva proiettata pragmaticamente sul futuro. C’è uno spazio da coprire nel vuoto lasciato dallo strappo tra il Pd e la sinistra durante il secondo mandato della Giunta Fanfani”. Lo strappo è noto come il taglio dei cespugli. E dei cespugli tagliati ieri sera all’Eden c’erano tutti i rappresentanti. A cominciare da Alessio Tucci, già segretario comunale dell’Italia dei Valori, ma ora uno dei venti promotori di “Arezzo in Comune”, che ha chiuso l’incontro dell’Eden. “Il suo scopo – ha detto – era di chiedere ai cittadini di diventare veri cittadini”. C’era anche Paolo Pezzati, segretario provinciale di Sel, che “Arezzo in Comune” considera il primo dei suoi interlocutori a sinistra. “Ma - ha detto Pezzati al Corriere – prima di fare accordi vedere cammello. E’ vero che c’è spazio a sinistra del Pd , ma Arezzo in Comune ha già fatto una scelta di campo e noi prima di seguirla vogliamo vederci chiaro”. C’era anche il terzo cespuglio, Rifondazione comunista, con l’assessore comunale di Monte San Savino Erika Rampini : ”Abbiamo mandato – dice il segretario provinciale Fausto Tenti – la nostra inviata all’Avana”.

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