Guido Pasquetti: “I pendolari non vanno lasciati soli”

LIBERI E UGUALI UNINOMINALE SENATO

Guido Pasquetti: “I pendolari non vanno lasciati soli”

28.02.2018 - 22:50

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Ha militato nelle formazioni e nelle varie sigle nate nel travagliato mondo della Sinistra Italia, ma ora con la formazione guidata da Pietro Grasso sembra aver trovato una nuova via verso l'unità della sinistra. Guido Pasquetti, aretino 54 anni, avvocato del foro di Firenze il candidato nel collegio uninominale per il Senato di “Liberi e Uguali”. Viaggia tutti i giorni in treno e in passato è stato anche uno dei rappresentanti di punta dei pendolari di Arezzo. “Se arriverò in Senato – dice – il tema della mobilità e della tutela dei pendolari sarà sicuramente una delle priorità”.

Perché ha deciso di candidarsi con il nuovo movimento di Liberi e Uguali?

“La sinistra è stata sempre criticata per essere stata spesso divisa, Liberi e Uguali nasce invece unendo diverse anime che si erano già schierate per il No al referendum costituzionale del 2016. Credo che ci sia bisogno di una lista che rappresenti una sinistra più forte in Italia”.

Perché un elettore dovrebbe scegliere voi rispetto al Pd o alle altre formazioni e movimenti di sinistra?

“La sinistra è stata sempre caratterizzata da tante anime. Il bello della sinistra è di essere un ampio schieramento, ma plurale.  Il punto che caratterizza Liberi e Uguali è quello di fare una più accurata critica rispetto a quello che è avvenuto nell'ultimo periodo in Italia. C'è una crisi economica che ha provocato una profonda disuguaglianza che si estende in vari settori e Liberi e Uguali nasce proprio come una risposta a queste disuguaglianze.

Arezzo e Siena sono sotto i riflettori per le crisi bancarie del Monte dei Paschi e Banca Etruria. Come pensa si possa recuperare la fiducia nel sistema delle banche?

“E' una questione che coinvolge sia banche grandi che banche piccole e non riguarda solo il territorio toscano. C'è il profilo della mala gestione, che verrà valutato dalla magistratura, rispetto agli aspetti di truffa e raggiro dei risparmiatori e ovviamente il nostro movimento è vicino a queste persone. Ma il punto fondamentale è cosa fare perché questo non accada più: è necessaria una riorganizzazione del sistema bancario nel senso che bisogna distinguere le banche d'affari da quelle commerciali in modo che il cittadino sappia che se vuole fare delle speculazioni si rivolge a un tipo di istituto se invece vuole fare un'attività più sicura e tranquilla si può rivolgere ad altri istituti bancari. La commissione delle banche ha fatto poi emergere dei profondi lati oscuri con delle reticenze da parte di Consob e Banca Italia, nonché ha fatto emergere tutta una serie di personaggi di lobbie che si muovono intorno a questi grandi istituti. Serve che questi organi rispondano periodicamente, pur nella loro autonomia, al parlamento e cioè ai cittadini del loro operato”.

La soluzione è un  intervento pubblico come per il Monte dei Paschi di Siena?

“L'intervento è sicuramente la migliore soluzione in termini di efficacia e velocità. La mano pubblica è a tutela dei cittadini che hanno soldi in quella banca e delle imprese. Ma le banche non vanno sostenute con aiuti a pioggia ma con fondi di cui poi è certo il rimborso perché i cittadini non possono regalare i soldi alle banche”.

Secondo lei quali sono le misure necessarie per rilanciare l'economia e il lavoro in queste due province?

“Per rilanciare l'economia, non solo qui, c'è bisogno di una nuova regolamentazione del mondo del lavoro, Serve lavoro buono con retribuzioni dignitose. Se si alzano le retribuzioni, c'è più contante e riprende a girare l'economia. Finché ci sono politiche che schiacciano i redditi verso il basso, invece, non ci possono essere prospettive di ripresa. E' fondamentale reintrodurre come centrale il contratto di lavoro e che i contratti precari vengano ridotti al minimo e che siano delle vere eccezioni. Bisogna poi reintrodurre le tutele dell'articolo 18. Poi ci devono essere degli investimenti pubblici”.

Quali?

“Serve un piano non per realizzare grandi opere ma interventi diffusi per mettere in sicurezza il nostro territorio per quanto riguarda il rischio sismico e idrogeologico, l'inquinamento ambientale e che passi anche attraverso la tutela dei beni comuni come i trasporti, l'acqua pubblica o la gestione del ciclo dei rifiuti. Poi servono investimenti per dare un futuro ai nostri giovani: non solo formazione, ma anche cultura e quindi serve un piano per rilanciare il sistema della scuola dagli asili all'università che dovrebbe essere molto più aperta. Non a caso noi proponiamo un'università gratuita ovviamente per le famiglie in regola con il pagamento dei tributi”.

Tra Siena e Arezzo c'è un problema di mobilità. I pendolari per Firenze si lamentano spesso...

“Sono stato tra i fondatori del comitato pendolari di Arezzo e sono tuttora un pendolare. La nostra idea, sempre per un discorso di rispetto dell'ambiente, è che si debba incentivare, e dunque migliorare il trasporto pubblico e le ferrovie sono una grande risorsa. Sicuramente i collegamenti tra Siena e Firenze hanno rappresentano un problema, conosco meglio la linea Arezzo-Firenze: quando partì l'alta velocità eravamo preoccupati delle ripercussioni per quanto riguarda il trasporto regionale, alla lunga quelle preoccupazioni erano fondate. Dopo l'arrivo dei treni veloci, che in parte passano nella stessa linea, si sono allungati i tempi di percorrenza tra Arezzo e Firenze. La notizia recente è che Nta e dunque Italo, è stata ceduta a un fondo di investimento americano. Questo alzerà l'asticella della competitività tra i due aziende, Trenitalia e Nta. Credo che chi andrà al Governo, faccia bene a ribadire che i diritti dei lavoratori, degli studenti e dei cittadini pendolari non siano schiacciati da logiche economiche volte a realizzare solo maggiori guadagni”.

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