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Venerdì 24 Febbraio 2017 | 15:56

Lega Pro

Tuona Ferretti: "Basta divieti o chiudo le porte dello stadio"

Mauro Ferretti

“Un’altra trasferta proibita e giochiamo il resto del campionato a porte chiuse”. Tuona il presidente Mauro Ferretti all’indomani dell’annullamento della partita amichevole tra Arezzo e Perugia. La partita che era in programma sabato 14 gennaio alle 15 allo stadio Comunale, non verrà disputata, perché come già era successo nell’estate del 2015, non ci sono le condizioni per giocare un derby così. La rivalità tra le due città, secondo chi ha detto no (ma alla fine chi lo ha detto?), è troppo alta e non può essere garantita la sicurezza. E dunque la soluzione è: meglio non giocare. Praticamente dapprima l’Osservatorio delle manifestazioni sportive che doveva decidere ha invece delegato la risposta al Comitato di Analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Insomma un tira e molla e alla fine niente partita. Amareggiato, anzi arrabbiato il presidente Ferretti che non se la prende con i tifosi – ovviamente – ma con coloro che “non si prendono responsabilità – dice il massimo dirigente amaranto - Se sono la paura o il timore che succeda qualcosa si prendono i provvedimenti contro coloro che fanno danni a persone e altro, non è questa la politica giusta di proibire a tutti noi di goderci uno spettacolo sicuramente bello e avvincente”. E quindi come è stata presa la soluzione di non giocare contro il Perugia, Mauro Ferretti prende anche un altro tipo di decisione: “Se dovesse succedere ancora che venga proibita una trasferta ai tifosi che devono venire ad Arezzo, oppure ai nostri tifosi che devono andare in qualche altro stadio, giocheremo tutte le partite del campionato a porte chiuse. Non è possibile andare avanti così”. Spiega ancora: “Resteremo fuori dallo stadio. Me compreso. Nel senso che me ne starò insieme ai tifosi, perché è arrivato il momento di finirla. Noi le nostre responsabilità ce le prendiamo quando organizziamo una partita ed è giusto che se le prendano anche gli altri”. 

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