Cusin, l'allenatore per tutto il mondo

CALCIO

Cusin, l'allenatore per tutto il mondo

13.07.2018 - 13:26

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Stefano Cusin ha la pagina di wikipedia in inglese. Se cerchi su google prima appare questa e poi quella in italiano, ma va trovata. La sua valigia è sempre pronta e per lui allenare e insegnare calcio per il mondo è diventata una missione. Come quando andò in Palestina. Uno degli undici stati dove Cusin, 49 anni di Castiglion Fiorentino, ha messo la sua personale bandierina. Oggi è arrivato a dodici e per farlo, è volato in aereo per 13 ore ed è sbarcato in Sud Africa. La sua squadra si chiama Black Leopards ed è stata appena promossa in serie A. “Con questa siamo a dodici”, attacca Cusin dall’altra parte del mondo e due mani non bastano per ricordare le sue panchine multicolor: “In Europa ho allenato in Francia, Italia, Bulgaria e Inghilterra. In Africa in Camerun, Congo, Libia e oggi Sud Africa. In Asia in Arabia, Emirati e Palestina”. Riprende fiato, ma solo per rincarare la dose: “Non ho intenzione di fermarmi. Ho voglia degli altri due continenti e poi sarò davvero sazio”. Prima però di ri-preparare la valigia, ci sono da allenare i Black Leopards. “Devo dire che le strutture dove ci alleniamo e dove giochiamo sono quelle dei Mondiali del 2010. Ciò significa stadi e impianti bellissimi. Così come è questo paese dove esiste una cultura sportiva, basti pensare che in ogni college ci sono campi da calcio”. Uno sport che in pochi anni ha surclassato il rugby: “Fino a quindici anni fa - dice Cusin - il rugby era lo sport nazionale. Poi è arrivato il calcio e i Mondiali del 2010 hanno fatto il resto”. Il contorno del calcio in Sud Africa è come nel resto del mondo: “Girano molti soldi. Un calciatore in media prende uno stipendio di 200-300 mila dollari. Ma le cifre possono anche salire. I Black Leopards, nello specifico, hanno un buon seguito. Sia di tifosi, una media di 25mila a partita e sia di sponsor. C’è grande entusiasmo dopo il ritorno nella massima serie e gli obiettivi sono ambiziosi. Mi sento una grande responsabilità”. 

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