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Domenica 22 Gennaio 2017 | 02:34

Cortona

Cacciatore muore colpito dall'amico davanti al figlio

Cacciatore muore colpito dall'amico davanti al figlio

Il luogo della tragedia

Incidente di caccia nel Cortonese: vittima un ingegnere di Trevi: Rolando Piermarini, 64 anni, è stato ucciso dal colpo partito dal fucile di Mario Federici, 79 anni, magistrato aretino oggi in pensione. La vittima si è trovata sulla traiettoria di tiro del Beretta calibro 12 imbracciato dall’ex pretore di Cortona, quando questi ha esploso un colpo contro uno stormo di colombacci che si era improvvisamente alzato. Il proiettile lo ha colpito al viso, uccidendolo sul colpo, sotto gli occhi atterriti del figlio e di un altro compagno di caccia. Il medico del 118, quando è giunto su quella postazione di caccia immersa nei boschi, a sette chilometri di distanza dalla strada più vicina, non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Difficile anche il recupero della salma: il corpo esanime dell’ingegnere di Trevi era riverso all’interno di quell’altana, sospesa a circa sei metri da terra. Per questo si è reso necessario l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco. Poi la salma è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale San Donato di Arezzo. Dell’indagine, aperta sull’incidente di caccia, si sta occupando la pm Julia Maggiore, il magistrato che sta coordinando il lavoro dei carabinieri di Cortona, guidati dal capitano Sebastiano Maieli. Il fucile Beretta sovrapposto è stato posto sotto sequestro; Mario Federici - come prevede la prassi giudiziaria in caso di incidenti come questo - dovrà rispondere adesso di omicidio colposo. La ricostruzione dell’incidente riporta alle 8.30 del mattino di ieri. Siamo dalle parti di Piumacceta, non distanti dalla diga di Cerventosa. Su quell’altana ci sono Rolando Piermarini, il figlio trentenne, l’ex magistrato Mario Federici e un altro compagno di caccia.

Piermarini e Federici sono amici di vecchia data. L’ex magistrato, che vive a Cortona, in passato anche giudice del tribunale di Montevarchi, è infatti proprio originario di Trevi. Una domenica da passare insieme, a caccia. Padre e figlio lasciano la cittadina umbra per raggiungere gli amici in questo angolo della montagna cortonese. Il gruppo si posiziona su quell’altana dove si consumerà poi la tragedia. Stando a quanto accertato dai carabinieri il colpo parte dal fucile di Federici che stava mirando ad uno stormo alzatosi in volo. Ma sulla traiettoria, a pochissima distanza, c’è Rolando Piermarini. Il colpo lo uccide. A Piumacceta vengono fatti convergere i soccorsi, ma per l’ingegnere umbro non ci sarà nulla da fare, ogni soccorso risulta vano.

La notizia della morte dell’ingegnere sessantaquatrenne è giunta nel primo pomeriggio a Santa Maria in Valle, la frazione di Trevi dove Piermarini viveva con la moglie e i due figli. Un uomo stimato per le sue doti e il suo carattere. Una persona semplice e riservata. Anche il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio, conosceva Rolando Piermarini: “Sono profondamente costernato. Era una persona stimata ed apprezzata da tutti e, come ingegnere, ha collaborato in molte occasioni con il Comune. In questo triste momento siamo vicini alla famiglia".

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