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Arezzo senza Fiera Antiquaria, Comanducci: "Con stop lungo difficile ripartire"

Antonella Lunetti
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Sarebbe stato questo del 4 e 5 il fine settimana della Fiera Antiquaria di aprile ad Arezzo. E, invece, ancora nulla. Dopo l'annullamento dell'edizione di marzo, che era arrivato di fatto insieme allo stop del primo decreto del Governo anti Coronavirus, è saltata così anche l'edizione di inizio primavera dello storico mercato. Una ferita per la città. E anche per l'assessore Marcello Comanducci, che vede vanificati anni di idee, impegno e sforzi per rilanciare la storica manifestazione aretina. “Un mese o due di assenza li riesci a tamponare - spiega l'assessore - ma certo, tenere una manifestazione del genere chiusa tre, quattro, cinque mesi (non sapendo quando potremo ripartire) fa temere che sarà difficile ripartire. Per gli operatori che vivono solo di questo sarà davvero dura. E un calo ulteriore di espositori si andrebbe a sommare al già drastico ridimensionamento dei titolari, dovuto ai pensionamenti degli storici antiquari”. Il futuro incerto mette chiaramente già in serio dubbio l'edizione di maggio. Data quindi ormai quasi per spacciata. “Impensabile sperare - riprende Comanducci - il Governo farà di tutto per evitare rischi. Con tutta la fatica e i sacrifici che stiamo facendo tutti con la chiusura, non possiamo permetterci che riparta poi il contagio”. Intanto però la macchina comunale non cessa di guardare avanti. Tanto che nel prossimo consiglio comunale virtuale, che verrà infatti convocato in videoconferenza, arriverà in discussione anche la pratica della Fiera Antiquaria. “Si finalizza il nuovo percorso dei banchi e si dà il via al bando per l'assegnazione dei posteggi. Un bando che dovrà essere aperto entro settembre. La beffa - afferma Comanducci, sarebbe se prima di quella data non si riuscisse a ripartire... Il bando - precisa l'assessore - assegnerà un posto per i prossimi dodici anni, e chi se lo va a cercare se non c'è l'evento?”. Il punto è che “non possiamo permetterci di perdere anche la Fiera”, ammette rammaricato l'assessore. Che non nasconde i rischi del futuro: “Quando finirà questa emergenza e il distanziamento sociale, i negozi riapriranno e ripartiranno, adottando magari precauzioni. Ma per un evento come la Fiera Antiquaria? Facciamo una planimetria provvisoria con i posteggi più larghi? Potrebbe essere un'idea, ma non è facile considerando che le strade sono poche e strette e che gli operatori sono e si spera davvero tanti. Inoltre, ognuno ha la sua storica collocazione e ci tiene a mantenerla. Il rischio è comunque di ripartire con la Fiera ma che non ci viene nessuno. Se è vero infatti che appena possibile gli operatori ripartiranno, bisognerà vedere se i visitatori avranno paura e diserteranno”. Per Comanducci comunque indire il bando per i nuovi posteggi sarà un segnale per dire “la Fiera non è morta. Per noi - conclude - la risposta sarà un termometro dello stato di salute della manifestazione e di come ci arriveremo anche dopo questo straordinario periodo di stop forzato. A quel punto tireremo le somme. Se le adesioni saranno poche, valuteremo”.