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Arezzo, tenta rapina con casco integrale e coltello: farmacista e cliente lo fanno arrestare

Luca Serafini
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E' entrato in farmacia con il casco integrale da motociclista, aveva in pugno un coltello di piccole dimensioni in mano e ha minacciato la dottoressa chiedendo i soldi della cassa. Ma la farmacista di via Romana ad Arezzo ed un cliente che si trovava in quel momento nel negozio, hanno reagito in modo fermo e determinato, tanto che il bandito solitario ha desistito e si è dato alla fuga. Il tempo di tentare una fuga a piedi nella zona che sono arrivati gli uomini della Volante della Questura. E per il maldestro rapinatore sono scattate le manette. L'uomo tratto in arresto è lo stesso che nel giro di pochi giorni ha firmato innumerevoli furti nelle auto in sosta, approfittando della distrazione dei cittadini impegnati a caricare e scaricare la spesa dalle macchine. M.D., 46 anni, una sfilza di precedenti penali alle spalle per reati contro il patrimonio, è “incapace di intendere e di volere” secondo la perizia psichiatrica eseguita da un esperto, che viene disposta e confermata ogni volta che cade di nuovo in fallo. Una collezione di reati da fare paura, frutto del suo stato di tossicodipendente afflitto da una patologia tale per cui, come gli si presenta occasione, ruba. “Il problema è che siamo di fronte ad un pauroso vuoto legislativo che con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari impedisce a soggetti di questo tipo di essere seguiti con appropriate cure e trattamenti”, dice l'avvocato Domenico Nucci che assiste l'uomo nelle interminabili vicissitudini. “Esistono strutture contenitive che però sono insufficienti come numero di posti”. Pertanto queste persone vengono spesso lasciate ai familiari, in questo caso alla mamma, con la misura di sicurezza. Ma M.D. nel corso delle settimane esce sistematicamente e va a delinquere, in una catena infinita di episodi, arresti, scarcerazioni, perizie. Una mina vagante legittimata da insufficienze legislative, sottolinea Nucci. L'udienza di convalida di ieri, con pm Julia Maggiore, è terminata con l'applicazione della misura cautelare del carcere che, secondo l'avvocato Nucci, non è appropriata per il suo assistito: “Soffre di una seria patologia e va curato, la cella non è il luogo dove può seguire un percorso terapeutico: in questa materia siamo in presenza di gravissime lacune da parte dello Stato”. M.D. l'altra mattina era entrato alla farmacia di via Romana per assicurarsi qualche soldo con cui comprare droga. “In passato mi sono trovata di fronte banditi veri con la pistola ed era tutt'altra cosa”, dice la dottoressa Maria Rita Mecucci. “Ho visto il piccolo coltello e il fare incerto della persona mascherata con il casco, mi sono fatta di coraggio e non è stato difficile metterlo in fuga”, aggiunge. Per M.D. un ulteriore procedimento penale, mentre giorni fa è stata affidata una nuova perizia psichiatrica in merito ai furti in serie sulle auto in sosta. Luca Serafini