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Mercato Internazionale: chiusura con 310mila presenze. Già adesioni per il 2016

Antonella Lunetti
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Si è chiusa a quota 310mila presenze l'undicesima edizione del Mercato Internazionale dei prodotti tipici di Arezzo, che da venerdì 16 a domenica 18 ha portato in città oltre duecento stand di operatori italiani e stranieri con il meglio delle loro produzioni gastronomiche e artigianali tipiche   Grande la soddisfazione degli organizzatori (Confcommercio in testa, con il Comune che ha patrocinato l'evento, la Camera di Commercio e le associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Cna che hanno collaborato), che dopo aver eguagliato il record di affluenza del 2014 stanno già pensando all'edizione 2016 e agli eventuali cambiamenti da apportare. Ottimo e costante l'afflusso di persone anche da fuori provincia durante la tre-giorni. Rispetto al 2014, sono molto aumentate le presenze di mattina mentre hanno tirato un po' il freno quelle del dopocena, a causa anche delle temperature scese bruscamente in questi giorni. La giornata più redditizia in termini di presenze è stata comunque la domenica, con oltre 125mila visitatori. Giovani e anziani, intere famiglie con i bimbi piccoli: il popolo del Mercato è trasversale a tutte le età e resta fedele all'appuntamento.  In termini di incassi, è uscito vincente come sempre il settore dell'enogastronomia, che ha attirato la maggior parte della clientela sia per i pasti e gli spuntini da consumare sul posto sia per le scorte di “sapori dal mondo” da portare a casa. Ad aggiudicarsi la palma dei banchi da record sono stati o stand spagnolo della paella valenciana e quello tedesco dello stinco alla birra. Del resto i loro titolari, rispettivamente Solbas e Schakalesky, al mercato fin dalla prima edizione del 2015, sono ormai conosciutissimi ed apprezzati da aretini e non. Tra gli stand locali, molto gettonati quello della pizzeria Al Fogher, che nella serata del sabato aveva già terminato le scorte e ha dovuto provvedere ad un rapido reintegro, e quello del pesce fritto di Alvaro, che nel sabato ha aumentato del 30% l'incasso rispetto allo scorso anno. Ma sono stati più d'uno gli operatori arrivati a fine scorte la domenica, come  il banco francese dei biscotti al burro, rimasto con le scatole vuote. Bene anche la torrefazione con le miscele di caffè del mondo e l'area gluten free, new entries di quest'anno, il banco del tartufo e quelli dei formaggi locali. Soddisfatti anche i locali del centro, con i bar sempre pieni e alcuni ristoranti che di sera hanno addirittura triplicato i turni per la cena. Nell'artigianato, tra i banchi più apprezzati quello di tessuti per la casa, quello di Mastro Seghetto con i mobili di legno riciclato e Augusta, con oggetti di arredo in stile shabby chic.  Buono l'esperimento della piazza del vino e dell'happy hour in collaborazione con Coldiretti, che tra piazza Risorgimento e piazza San Jacopo ha messo in mostra oltre venti attività e imprese agricole della nostra provincia in una contaminazione tra locale e internazionale. Sarà però da rivedere la formula, per integrarla ancora di più nel percorso degli stand internazionali, che restano quelli in grado di attirare e incuriosire di più il pubblico.  Indovinato, e senz'altro da ripetere in forme diverse, il mix di sapori e musica nel nome di una cultura senza frontiere, che ha visto in piazza Risorgimento i concerti dei Kabila e dell'Orchestra Multietnica Aretina.  Da registrare nella mappa del Mercato Internazionale l'exploit dell'intero asse di via Margaritone, che ha riscosso un successo di pubblico mai conosciuto prima in questi undici anni, riuscendo così in pieno nell'intento di valorizzare il collegamento tra l'area Eden e la parte alta del centro storico, con piazza Sant'Agostino che si è confermata luogo delle eccellenze internazionali proposte in versione aretina dai locali Saffron, Mexcal e Il Chianino.  Molti gli operatori posizionati in via Margaritone che, prima di smontare il loro banco, hanno già riconfermato la loro presenza  all'edizione 2016 del Mercato nella stessa posizione.