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Arezzo, settore orafo nel dramma: tutti i parlamentari chiedono al governo misure straordinarie

Oggetti d'oro (foto di repertorio)

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Distretto orafo argentiero di Arezzo nel dramma per la crisi Coronavirus, grido di allarme dei parlamentari eletti o residenti in provincia di Arezzo. L'appello è rivolto al ministro dello Sviluppo economico e al ministro dell'Economia e delle Finanze. L'intervento riguarda il settore intero e anche gli altri distretti di Vicenza e Alessandria, fondamentali per l'economia e il Made in Italy, con oltre 8500 aziende e 32000 addetti, In questi poli sono concentrati quasi un terzo delle imprese nazionali orafe e argentiere e la metà degli addetti; le spese complessive sono attestate a oltre 7 miliardi di euro di valore contro, con una incidenza sul totale dell'esportazione nazionale pari all'1,5 per cento. 

"In particolare il distretto produttivo orafo di Arezzo è il più importante del settore a livello nazionale per le imprese, addetti ed export (1.202 aziende, 7.964 addetti e 4 miliardi di esportazioni); quello orafo-argentiero coinvolge quindi un confronto per l'economia aretina e toscana ed un volano prezioso per promuovere le opportunità offerte dall'economia circolare ".argentiero rappresenta quindi un comparto trainante per l'economia aretina e toscana ed un volano prezioso per promuovere le opportunità offerte dall'economia circolare".

I parlamentari estensori della lettera ai ministri, con la richiesta di un incontro, sono: Susanna Cenni, Felice Maurizio D'Ettore, Luca Migliorino, Stefano Mugnai, Tiziana Nisini, Piercarlo Padoan, Maria Elena Boschi, Cosimo Maria Ferri, Chiara Gagnarli, Tommaso Nannicini, Riccardo Nencini, Manfredi Potenti, Alessia Rotta, Elisabetta Ripani.Nisini, Piercarlo Padoan, Maria Elena Boschi, Cosimo Maria Ferri, Chiara Gagnarli, Tommaso Nannicini, Riccardo Nencini, Manfredi Potenti, Alessia Rotta, Elisabetta Ripani.

"Il settore orafo-argentiero è stato fortemente colpito dalla crisi innescata dal Covid 19, che ha inficiato l'attività produttiva e la struttura finanziaria delle aziende e ha prodotto effetti diretti sull'offerta, sulla fiducia tra gli operatori economici e sulla domanda; le stime di Federorafi - Centro Italiano della Moda sugli effetti della pandemia sul confronto con orafo aretino elencati un dimezzamento del fatturato nel primo trimestre 2020, nonostante le buone prestazioni registrate fino a metà febbraio;argentiero è stato fortemente colpito dalla crisi innescata dal Covid 19, che ha inficiato  l'organizzazione produttiva e la struttura finanziaria delle aziende e ha prodotto effetti dirompenti sull’offerta, sulla fiducia tra gli operatori economici e sulla domanda; le stime di Federorafi - Centro Italiano della Moda sugli effetti della pandemia sul comparto orafo aretino indicano un dimezzamento del fatturato nel primo trimestre 2020, nonostante le buone performance registrate fino a metà febbraio;

Andamenti importanti negativi sono attesi con la prossima fase della crisi post pandemia, una causa soprattutto della mancanza di ordini esteri e delle prospettive sfavorevoli di breve e medio termine anche in relazione a possibili nuovi ondate di contagi. Si aggiunge una tale criticità alle problematiche legate alle oscillazioni del prezzo dell'oro, che mostra l'incertezza nei grandi acquirenti, inducendoli a rinviare gli acquisti, in attesa di sconti più convenienti.criticità le problematiche legate alle oscillazioni del prezzo dell'oro, che creano incertezza nei grandi acquirenti, inducendoli a rinviare gli acquisti , in attesa di valutazioni più convenienti.

Alla data del 7 giugno scorso sono 8.113 le domande di cassa integrazione in deroga per Covid-19 presentate nella provincia di Arezzo. I rappresentanti del settore da noi incontrati hanno espresso l'esigenza di garantire alle imprese del settore la liquidità indispensabile per sostenere la continuità produttiva ed occupazionale, anche attraverso gli interventi ad hoc che prevedano la notevole incidenza del costo della materia prima nei fatturati delle imprese.Covid-19 presentate nella provincia di Arezzo. I rappresentanti del settore da noi incontrati hanno espresso la necessità di garantire alle imprese del settore la liquidità indispensabile per sostenere la continuità produttiva ed occupazionale, anche attraverso provvedimenti ad hoc che prevedano la notevole incidenza del costo della materia prima nei fatturati delle imprese.

Segnaliamo anche che il 5 settembre 2018 il nostro paese è stato ammesso alla Convenzione sul controllo e alla marcia degli oggetti in Metalli Preziosi: un trattamento che ha lo scopo di "controllare il commercio internazionale degli oggetti in metalli preziosi" , usato, nel contempo, un'adeguata tutela del consumatore ". Ad oggi le nazioni che hanno aderito a tale trattato sono: Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, I Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Ungheria; 

La Convenzione però oggi non è stata ratificata dall'Italia. Questi ritardi non previsti quindi alle nostre aziende di utilizzare le agevolazioni previste: come ad esempio la libera circolazione di gioielli marchiati secondo la procedura della Convenzione stessa all'interno dei paesi aderenti. 

Per discutere di questi problemi relativi al settore, della necessità di risposte, alcune immediate, altre più di prospettiva, chiediamo al Governo di volere attivare con urgenza un tavolo nazionale di confronto per individuare le misure necessarie per rilanciare e tutelare le pratiche di un settore strategico per numerosi territori e vanto del Made in Italy nel mondo. Chiediamo inoltre di valutare la previsione di misure ad hoc per il settore eventualmente anche con riguardo all'introduzione di norme emendative fornite dal cd “RILANCIO” ".