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Arezzo. donna morta perché allergica al farmaco prescritto per bronchite: medico patteggia, Asl paga

Luca Serafini
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La paziente morì per uno shock anafilattico dopo aver assunto il medicinale al quale era intollerante: il medico condotto che le prescrisse quel farmaco ha patteggiato la pena e l'Azienda sanitaria locale ha risarcito i familiari della donna. 
Si è conclusa davanti al giudice dell'udienza preliminare Fabio Lombardo la dolorosa vicenda ambientata in Valdichiana: il decesso di una settantenne che spirò in pochi istanti tra le braccia del marito, e il successivo procedimento penale instaurato a carico di uno stimato medico della zona, quarantenne, accusato di omicidio colposo. 
L'udienza è stata celebrata al tribunale di Arezzo a due anni dal fatto. La signora in quel periodo, estate 2018, accusava una fastidiosa bronchite e si rivolse al suo dottore per poter risolvere il problema. Sembrava una cosa banale. Il medico segnò alla sua paziente un medicinale che però conteneva, seppur in una misura ridottissima, la penicillina. 
La paziente era intollerante a questa sostanza e, secondo il capo d'accusa, il medico doveva saperlo conoscendo la storia clinica della settantenne. Invece fu prescritto il farmaco che poco dopo la donna, a casa, assunse con un'iniezione. 
Ma la cura si rivelò purtroppo una condanna a morte. Rapidissima. Questione di attimi. Dalla denuncia dei familiari nacque un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Laura Taddei. Un mese dopo il decesso, venne riesumata la salma e fu eseguita l'autopsia.  Alla luce degli accertamenti clinici, di medicina legale e dopo aver studiato il farmaco al centro del caso, la procura ha ravvisato nella condotta del medico aspetti di “negligenza, imperizia, omissioni” che configurano l'omicidio colposo. 
Difeso dall'avvocato Dario Viciani, il medico ha scelto la strada del patteggiamento che consente di chiudere il procedimento senza dibattimento, con riduzione di un terzo della pena e con i benefici di legge. 
Otto i mesi di reclusione fissati dal giudice, che ha recepito il patteggiamento concordato tra pubblico ministero e difesa dell'imputato. Nell'udienza, l'avvocato Andrea Paglicci Reattelli, ha comunicato l'avvenuto risarcimento al marito, al figlio e alla nipote della settantenne deceduta, ritirando così la costituzione di parte civile. 
E' stata l'Azienda sanitaria locale a versare una sostanziosa somma, calcolata in base alle tabelle vigenti, ai familiari della donna che nel giro di pochi istanti morì per gli effetti letali della penicillina nel suo organismo.