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Ospedale Arezzo e cliniche, verso l'alleanza tra pubblico e privato

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Un grande progetto che sarà presentato i primi di luglio riguarda la sanità aretina, promossa a pieni voti durante questo periodo di Coronavirus. Dopo la firma del protocollo d’intesa tra Comune e Asl Toscana Sud Est per il via alla Casa della Salute 2 al parcheggio Baldaccio, la rivoluzione non si ferma. Dalle prime indiscrezioni che emergono, la volontà sarebbe quella di potenziare alcuni reparti del San Donato che, grazie alla nuova Casa della Salute sarà svuotato del centro prelievi e del dipartimento di prevenzione. Più posti letto dunque nell’Hospice, nelle Cure Intermedie, in Malattie Infettive, in Terapia Intensiva e in Ematologia. Non solo. Presto si dovrebbe arrivare ad un’alleanza tra pubblico e privato. Cliniche private come il Centro Chirurgico Toscano che ha già giocato un ruolo importante durante il periodo  Covid, oppure la stessa San Giuseppino in procinto tra l’altro di traslocare nella zona del Centro Affari, avranno anche un canale convenzionato con la Asl. Ciò significa liste di attesa ridotte quasi allo zero e stessi servizi al cittadino. Fermo restando il fatto che le cliniche restano anche private. Due canali  per offrire la migliore risposta. Che già è arrivata con il potenziamento delle Case della Salute. L’arrivo della seconda porrà fine anche agli inutili ricorsi al pronto soccorso per un codice bianco, in più sarà uno dei pochi presidi della Toscana, ad avere un punto pediatrico. C’è dunque ampia soddisfazione nell’accordo firmato ieri mattina tra il sindaco Alessandro Ghinelli, il direttore della Asl Toscana Sud Est al quale erano presenti l’assessore Lucia Tanti, il direttore del distretto Asl Arezzo-Casentino-Valtiberina Evaristo Giglio e il presidente di Atam Bernardo Mennini. La Casa della Salute 2 che costerà circa 250mila euro, sarà pronta entro fine 2020 e gli interventi di rimodulazione del piano terra della struttura saranno divisi in due lotti: 300 metri quadrati ospiteranno il centro prelievi; altri 300 metri quadrati verranno convertiti in ambulatori di medicina generale e di pediatri di libera scelta. Di 800 posti la capienza totale del parcheggio al piano interrato. “La città aveva bisogno di una seconda Casa della Salute – ha detto il sindaco Alessandro Ghinelli – che rappresenta una importante realtà sperimentale per la presenza, accanto ai medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta. Con la Asl siamo riusciti a trovare una convergenza per un’operazione altrimenti impossibile e il mio augurio è che questa sinergia possa allungarsi nel tempo. Senza una presa di responsabilità forte da parte mia e del direttore D’Urso, forse anche senza la debolezza della Regione in ambito sanitario, non avremmo trovato il modo di portare a termine questa iniziativa, indispensabile per i cittadini”.
“Non può non esserci convergenza con chi amministra con passione – ha spiegato il direttore generale Antonio D’Urso. Il protocollo di oggi rappresenta un ulteriore elemento di integrazione tra la città e le strutture sanitarie, tra il Comune e l’Azienda sanitaria. La sanità aretina, che è stata capace di affrontare l’emergenza Covid, si prepara adesso ad una nuova stagione di sviluppo dei servizi”.
L’assessore Lucia Tanti ha ripercorso le tappe dell’iter politico che hanno portato alla firma di stamani: “Arezzo aveva pagato un prezzo troppo alto alla riorganizzazione sanitaria toscana. Oggi arriviamo a un giro di boa importante, il cerchio comincia a chiudersi dopo gli stati generali della salute che abbiamo organizzato per la prima volta nel 2018”. “Siamo riusciti a trasformare un problema in una risorsa – le parole del presidente Bernardo Mennini. Grazie al Comune e alla Asl, un angolo di città trascurato e inutilizzato, tornerà al centro della vita delle persone”. E questo è solo il primo grande passo.