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Arezzo, strage A1: revocati arresti domiciliari al rumeno che guidava l'auto. Quattro morti di cui due bambini

Secondo i giudici non esiste più il pericolo di fuga

Luca Serafini
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Non è più agli arresti domiciliari l'automobilista della strage in A1 . Era il 5 giugno e furono quattro i morti nello spaventoso schianto, tra i quali i suoi due figli. Secondo il tribunale del Riesame di Firenze non c'è più il pericolo di fuga  per Emil, il trentenne della Romania accusato di omicidio stradale plurimo . Dopo un viaggio di massa iniziato il giorno prima in Transilvania , con tutta la famiglia nella Sharan (un bordo in otto volte sette), Emil chiuse gli occhi per un colpo di sonno all'altezza di Badia al Pino.

Il video girato dalle telecamere dell'Autosole mostra la vettura che, superato il casello di Arezzo , ad un certo punto imbocca la corsia dell'area di sosta e va a parte la parte posteriore di un autoarticolato giallo fermo vicino da tredici minuti. Beffarda la scritta sulla fiancata: 'Andrà tutto bene'. Invece la Sharan si aprì  come una scatoletta.

 

 

Morirono sul colpo i cinquantenni genitori del conducente, la bambina di pochi mesi di Emil e il figlio maschio di 8 anni. Illeso proprio il conducente, negativo all'alcol test, che disse: “Ho sentito mio padre gridarmi 'attento!', Ho aperto gli occhi e ho tentato la sterzata, ma non ce l'ho fatta”.

Feriti suo fratello 14enne, la moglie di Emil e l'altra figlioletta, la gemella della piccola deceduta. Il rumeno fu condotto in carcere, poi ottenne i domiciliari a Napoli, dove erano diretti per lavoro. L'uomo, di origini rom, ha potuto partecipare ai funerali dei propri cari celebrati a inizio settimana: uno zio lo ha accompagnato in Transilvania e poi lo ha riportato a Napoli. Il gip di Arezzo, Giulia Soldini, gli aveva concesso di lasciare i domiciliari per le esequie.

Ora i giudici fiorentini hanno accolto la richiesta di liberazione pubblicata dall'avvocato Christian Vannucchi. Vannucchi. Il pericolo di fuga, un fronte del grave reato, non c'è più. Il trentenne ha detto al suo avvocato di voler seguire tutti i passaggi del procedimento penale. Può rimanere in Italia o tornare in Romania. Intanto il pm Roberto Rossi sta per affidare a un esperto la consulenza sul mezzo e sulla dinamica dell'incidente che vide coinvolta anche una Nissan, che si trova davanti al rottame sulla corsia e non poté evitare l'urto.Nissan, che si trovò davanti il rottame sulla corsia e non poté evitare l'urto.