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Arezzo, multa a gruppo di ciclisti in mtb su sentiero chiuso per pericolo frane

Luca Serafini
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Pedalavano sulle mountain bike lungo il sentiero 237 chiuso per frane e distacchi di pietre: in nove sono stati sanzionati dai Carabinieri Forestali nella zona della diga di Ridracoli. Le multe da cinquanta euro a testa sono state elevate ad una comitiva di biker casentinesi trovati a praticare lo sport delle due ruote in un tratto vietato con ordinanza del sindaco di San Piero in Bagno. La bellezza dei luoghi non si discute, come del resto il fascino del tracciato selvaggio e avventuroso.

Ma resta il fatto che il sentiero 237, percorso di servizio della diga che poi era passato al Cai, è stato chiuso per motivi di sicurezza. I cedimenti, la natura del luogo accidentata e soggetta a frane, rappresenta un rischio sia per gli escursionisti che per i soccorritori che, in caso di incidenti, dovrebbero operare nella scomoda zona. Non è un caso che anche certe gare di trial degli ultimi anni, abbiano alla fine rinunciato a inserire il tratto nei loro percorsi. Evidentemente, l'attrazione per questo sentiero che parte dalla Lama, luogo cult del Parco delle Foreste, è forte e induce in tentazione.
Così sabato pomeriggio un gruppo di casentinesi appassionati di bici da montagna, ha raggiunto la zona con le biciclette. I carabinieri forestali della stazione di San Piero in Bagno stavano svolgendo servizi di controllo e, notati i ciclisti nel luogo proibito, li hanno controllati e identificati. Biker di Bibbiena e Poppi avevano ignorato i cartelli di divieto, mettendo a rischio la propria incolumità.

Sono così fioccati i verbali. Al di là della conseguenza economica, il concetto che secondo il Parco e i forestali merita sottolineare è quello della prudenza da osservare. Un atteggiamento poco coscienzioso e troppo disinvolto, può stare alla base di situazioni anche gravi e di complessa gestione.
Le nove multe arrivano nel contesto di una stagione post emergenza Coronavirus che sta registrando un notevole afflusso di visitatori del Parco: con auto, moto, bici o anche a piedi sono numerose le persone anche del territorio che decidono di conoscere e apprezzare l'ambiente del Parco, all'aria aperta, in alternativa a viaggi e gite di lunga percorrenza.

La guardia resterà alzata su questo e su altri fronti del corretto rapporto tra uomo e natura. Ovviamente il parco offre una molteplicità di situazioni e di itinerario, oltre quello “wild” vietato di circa quattro chilometri. Che è ubicato nel comune di San Piero in Bagno e la cui sistemazione, che pare richieda uno sforzo economico considerevole, richiede l'intervento degli enti preposti, del Cai e dell'ente Parco.