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Arezzo, inchiesta Coingas e Multiservizi: attesa per avvisi conclusione indagini a politici e professionisti

 Il pm Andrea Claudiani

Luca Serafini
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Scocca l'ora di Coingas. E di Multiservizi. La chiusura dell'inchiesta bollente sarebbe ormai questione di ore. O forse è già avvenuta, dato che il pm Andrea Claudiani da oggi lascia Arezzo per il nuovo incarico a Perugia. Si partecipa solo alla notifica degli avvisi di conclusione indagine (“415 bis”) alle persone indagate tra le qualifiche del sindaco Alessandro Ghinelli per la telefonata intercettata dalla Digos nella quale il sindaco sembra pressare l'assistente alle partecipazioni Alberto Merelli per gli acquisti dei sindaci revisori al bilancio della spa.

" Se questa persona non intende fare questa cosa e il momento che ce l'abbiamo messo noi, si dice schiodati ci si mette un altro ... Non è accettabile che uno messo lì da noi non ci stia a sentire ". Ma il sindaco nel contesto solenne del Consiglio comunale disse: “Ho fatto il mio dovere di amministratore”, spiegando che se fosse salato, la comunità aretina ricevuto ricevuto un grave danno perdendo i preziosi dividendi della partecipazione Estra.

L'ipotesi di reato di favoreggiamento è agganciata dal fatto che non c'è un bilancio da parte dei revisori riguardanti le "super consulenze" di Coingas: nota da 144 mila euro per il commerciante e 304 mila euro per l'avvocato. Erogazioni di denaro che il pm Andrea Claudiani ha definito malversazioni in cambio di “aria fritta”, per dirla con una frase intercettata alla contabilità di Coingas. Incarichi “senza alcuna utilità”, “attività manifestamente irrilevanti” e comunque “incongruente rispetto alla entità dei compensi”, stigmatizzando pure i “contratti stipulati con mero trattativa privato” senza gare con evidenza pubblica. L'ipotesi di peculato riguarda l'ex presidente di Coingas, Sergio Staderini, i professionisti degli incarichi (Marco Cocci e Pier Ettore Olivetti Rason) e l'assistente Merelli, che ha fornito in un interrogatorio la sua versione dei fatti. L'inchiesta Coingas vede anche indagati con diversi profili (favoreggiamento e abuso d'ufficio) il successore di Staderini, l'amministratore della spa Franco Scortecci (anche lui interrogato); l'avvocato Stefano Pasquini; la signora Mara Cacioli che fu contabile per Coingas, richiamata dalla pensione; Francesco Macrì, presidente di Estra.

C'è molto da chiarire. Anche frasi “cult”, suggestive ma forse non rilevanti, intercettate dagli inquirenti come quella: “gli asini che volano devono essere visti da tutti” nel concitato colloquio tra avvocato del comune e sindaco alle prese col nodo Coingas. Esplosa a luglio 2019 con le perquisizioni, l'inchiesta si è infoltita con interrogatori e approfondimenti su carte e materiali di vario tipo. Comprese le registrazioni fatte di nascosto da Staderini negli incontri politici e dalle quali è nato il filone Multiservizi. Dunque, siamo alla svolta, con l'individuazione di chi, secondo la procura, va processato. Ci saranno venti giorni per memorie difensive o per farsi sentire. Poi il gip fisserà l'udienza preliminare. Quindi processo, riti alternativi, o proscioglimento se il castello delle accuse dovesse squagliarsi. La chiusura delle indagini, scivolata per il lockdown, arriva mentre si apre la campagna elettorale. Il fascicolo potrebbe essere ereditato dal pm Roberto Rossi.

Nel secondo versante delle indagini, Multiservizi, il sindaco è coinvolto da solo in quanto “intercettato” dal suo ex uomo di fiducia Staderini. Il caso ruota intorno alla nomina di Luca Amendola a presidente della società dei cimiteri. Lo scenario lascia indendere un presunto mancato compenso, sotto forma di prestito bancario, che il consigliere di quest'ultimo è Roberto Bardelli, rivendicato dallo stesso Amendola. L'ipotesi di corruzione aleggia nella vicenda, che tocca anche Lorenzo Roggi (presidente Arezzo Casa). Anche qui tutto da chiarire. Coinvolto nelle registrati, non esaltanti, Ghinelli segnalato anche in Consiglio comunale: “Io ascolto tutti come un buon padre”.