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Arezzo, ipotesi peculato con le consulenze d'oro Coingas: mezzo milione per "aria fritta"

La sede di Coingas

Luca Serafini
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“Aria fritta” a caro prezzo. Notule per quasi mezzo milione emesse da Coingas per incarichi che non servivano. “Aria fritta”, appunto, come in un’intercettazione disse la contabile di Coingas, Mara Cacioli, chiamata da Franco Scortecci, amministratore, a riordinare i conti della spa, una società “che non fa una s...”, per citare un’altra intercettazione in cui si descrivere la società che fu del gas diventata cassaforte dei comuni aretini. Ricca dei dividendi di Estra. Milioni. Il cuore dell’inchiesta è lì, nelle consulenze affidate al tempo del presidente Sergio Staderini al commercialista Marco Cocci e allo studio dell’avvocato fiorentino Pier Ettore Rason. Tutti e tre sono accusati di peculato. Va premesso che i professionisti ritengono invece di aver percepito ciò che era loro dovuto, per le incombenze assegnate. Per il pm Andrea Claudiani si tratta invece di “appropriazione” dei denari di Coingas “per mere ragioni di interesse privato”. Esborsi “in assenza di alcuna utilità per la società pubblica” dato che le attività erano “irrilevanti per le attività sociali e comunque incongrue rispetto alle entità dei compensi”. Oltretutto i contratti erano stati stipulati con un “trucchetto” per eludere il decreto legislativo che rende necessaria la gara di appalto: erogazioni frazionate, con importi sotto i 40 mila euro. Per quanto riguarda Cocci, l’importo indicato nelle carte è di 145.951,55 euro tra 2018 e 2019; per Olivetti Rason si parla di 399.798,88 euro tra 2017 e 2019. La battaglia tra accusa e difesa non mancherà. Nell’ipotesi di peculato rientra per un solo passaggio un nuovo indagato: l’avvocato Jacopo Bigiarini che avrebbe fatto da prestanome per un compenso introitato dallo studio Olvetti Rason. Mentre sul versante Cocci la procura ipotizza alla base quasi un meccanismo di aiuto di Staderini al commercialista (tesi da dimostrare), lo scenario ricostruito dalla Digos e dal pm Claudiani per lo studio legale fiorentino tratteggia, al Comune di Arezzo, una certa inclinazione ad agevolare il flusso di incarichi. Indagati per favoreggiamento il sindaco, l’assessore al bilancio Merelli (che non ha più il peculato in concorso, ma anche l’abuso d’ufficio con Ghinelli), la contabile Cacioli, l’amministratore di Coingas Scortecci, l’avvocato Stefano Pasquini. Avrebbero esercitato pressioni affinché i revisori dessero l’ok al bilancio. E avrebbero prodotto documentazione ad hoc per “dare apparenza di regolarità” all’attività di Coingas.