Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, inchiesta corruzione: "Famme avé la poltrona..." Lo scenario. Sentiti anche i parlamentari di Forza Italia

 Il pm Andrea Claudiani

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

"Famme avé la poltrona che domani ti risolvo tutti i problemi". La frase, riportata nelle carte dell'inchiesta, sintetizza quello che il pm Andrea Claudiani configura come il "pactum sceleris" della corruzione che vede da un lato il consigliere comunale di Roberto Bardelli, che era il più votato di Forza Italia ma senza incarichi, e dall'altro Luca Amendola, assicuratore, inserito da Forza Italia nella rosa della presidenza della partecipazione Multiservizi. La promessa (non concretizzata) sarebbe stata un aiuto economico (accesso al credito in banca per Bardelli) in cambio dell'appoggio in Comune per favorire la sua nomina. La frase la pronuncia Sergio Staderini, ex presidente Coingas, ex uomo di fiducia del sindaco Ghinelli,Sia Staderini che Ghinelli sono indagati per favoreggiamento su questo filone. Nel colloquio, Staderini stabiliti in questi termini al sindaco la cornice del presunto accordo Bardelli-Amendola. Che non sarebbe stato rispettato e questo era un problema, dato che Bardelli se ne lamentava vivacemente. "Il più votato di tutti non ha preso niente". Niente poltrona in giunta, niente presidenza del Consiglio e ora nemmeno un “ritorno” utile per risolvere i sorti della sua azienda in difficoltà. Un accordo commerciale non mantenuto, con disappunto dello stesso sindaco. Questo il teorema della procura quando ricostruisce l'intesa che in quel 2016 pare ruotasse sulla nomina di Amendola ad Arezzo Multiservizi.“Un boccone da ingollare” per la giunta Ghinelli, incaricati degli equilibri politici, anzi partitici, in questo caso con Forza Italia. Bardelli non si erano concretizzate. Forse abbiamo stati aiuti attraverso sponsorizzazioni, si legge negli atti, ma insoddisfacenti. Il giro presso i direttori degli istituti di credito aveva fruttato zero. Confermare questo darsi da fare e sull'ipotesi accusatoria arriverebbero dal commercialista di Amendola, sentito dagli inquirenti. Amendola non era riuscito ad aprire una linea di credito per Bardelli. Il commercialista nel verbale parla di riunioni politiche nelle quali Amendola ha invitato a rispettare il patto. Anche dai parlamentari azzurri Mugnai e D'Ettore, sollecitati da Ghinelli.Fu favoreggiamento o il naturale adoperarsi per una persona in difficoltà slegato da forzature amministrative? Forse abbiamo stati aiuti attraverso sponsorizzazioni, si legge negli atti, ma insoddisfacenti. Il giro presso i direttori degli istituti di credito aveva fruttato zero. Confermare questo darsi da fare e sull'ipotesi accusatoria arriverebbero dal commercialista di Amendola, sentito dagli inquirenti. Amendola non era riuscito ad aprire una linea di credito per Bardelli. Il commercialista nel verbale parla di riunioni politiche nelle quali Amendola ha invitato a rispettare il patto. Anche dai parlamentari azzurri Mugnai e D'Ettore, sollecitati da Ghinelli.Fu favoreggiamento o il naturale adoperarsi per una persona in difficoltà slegato da forzature amministrative? Forse abbiamo stati aiuti attraverso sponsorizzazioni, si legge negli atti, ma insoddisfacenti. Il giro presso i direttori degli istituti di credito aveva fruttato zero. Confermare questo darsi da fare e sull'ipotesi accusatoria arriverebbero dal commercialista di Amendola, sentito dagli inquirenti. Amendola non era riuscito ad aprire una linea di credito per Bardelli. Il commercialista nel verbale parla di riunioni politiche nelle quali Amendola ha invitato a rispettare il patto. Anche dai parlamentari azzurri Mugnai e D'Ettore, sollecitati da Ghinelli.Fu favoreggiamento o il naturale adoperarsi per una persona in difficoltà slegato da forzature amministrative? Confermare questo darsi da fare e sull'ipotesi accusatoria arriverebbero dal commercialista di Amendola, sentito dagli inquirenti. Amendola, sentito dagli inquirenti. AmendolaAmendola non era riuscito ad aprire una linea di credito per Bardelli. Il commercialista nel verbale parla di riunioni politiche nelle quali Amendola ha invitato a rispettare il patto. Amendola ha invitato a rispettare il patto. Anche dai parlamentari azzurri Mugnai e D'Ettore, sollecitati da Ghinelli. Ghinelli. Fu favoreggiamento o il naturale adoperarsi per una persona in difficoltà slegato da forzature amministrative? Confermare questo darsi da fare e sull'ipotesi accusatoria arriverebbero dal commercialista di Amendola, sentito dagli inquirenti.Amendola, sentito dagli inquirenti. AmendolaAmendola non era riuscito ad aprire una linea di credito per Bardelli. Il commercialista nel verbale parla di riunioni politiche nelle quali Amendola ha invitato a rispettare il patto. Amendola ha invitato a rispettare il patto. Anche dai parlamentari azzurri Mugnai e D'Ettore, sollecitati da Ghinelli. Ghinelli. Fu favoreggiamento o il naturale adoperarsi per una persona in difficoltà slegato da forzature amministrative? 
-
“Io ero per dargli una fila di cignate”. Frasi anche sopra le righe, pronunce pronunciate nella riunione di nascosto da Sergio Staderini nella quale Lorenzo Roggi e Roberto Bardelli, esponenti del centrodestra, parlano con il sindaco e ce l'hanno con i vertici locali di Forza Italia. Bardelli, detto il Breda, si sente emarginato dal partito. E per giunta Amendola non ha rispettato la promessa: un aiuto nelle banche per raddrizzare i conti attraverso i prestiti. Apprezzamenti non teneri, determinati indirizzati in particolare verso l'onorevole Maurizio D'Ettore. Sia il collega che Stefano Mugnai sono stati sentiti il primo giugno dalla Digos come persone informate sui fatti. In merito, appunto, a questo filone dell'inchiesta. Necessari negano con decisione della conoscenza di un preciso accordo correttivo. Ma entrambi sapevano che c'era un problema sul Breda. Il sindaco Ghinelli, impegnato a districare la questione, li rese partecipi. E Mugnai il sindaco lo andò a trovare a Siena, alla sede dell'Ato. Necessari parlamentari collegati contrariati nel contesto nel quale sono presenti e da audio anche offensivi in quali emergono conversazioni “inqualificabili”, estranee ad un'attività politica “improntata al rispetto delle istituzioni democratiche e rigorosamente conformi alla legge”. Sulla stessa nomina di Amendola, il partito pare dato dato al sindaco non il nome secco, ma una rosa. Vicenda tutta da chiarire. Intercettazioni da contestualizzare. In una, con riferimento ad Amendola e al presunto aiuto che poteva osare un Breda, i dadi Ghinelli: "ma è in grado di risolvere qualcosa sto citto o no?" Anche al sindaco, forse, non era chiaro lo scenario. Gli avvocati dei tredici indagati possono presentare memorie difensive nei prossimi venti giorni dopo aver letto le 6000 pagine dell'inchiesta. Tre i filoni: nomina di Macrì a Estra, il patto Multiservizi e consulenze per mezzo milione] a commercialista e avvocati di Coingas. Il legale fiorentino, intercettato, in una telefonata dice a Merelli: “A noi che ce frega, ci s'ha Coingas ...”.cignate”. Frasi anche sopra le righe, quelle pronunciate nella riunione registrata di nascosto da Sergio Staderini nella quale Lorenzo Roggi e Roberto Bardelli, esponenti del centrodestra, parlano con il sindaco e ce l’hanno con i vertici locali di Forza Italia. Bardelli, detto il Breda, si sente emarginato dal partito. E per giunta Amendola non ha rispettato la promessa: un aiuto nelle banche per raddrizzare i conti attraverso prestiti. Apprezzamenti non teneri, risultano indirizzati in particolare verso l’onorevole Maurizio D’Ettore. Sia lui che il collega deputato Stefano Mugnai sono stati sentiti il primo giugno dalla Digos come persone informate sui fatti. In merito, appunto, a questo filone dell’inchiesta. Entrambi negano con decisione la conoscenza di un preciso accordo corruttivo. Ma entrambi sapevano che c’era un problema sul Breda. Il sindaco Ghinelli, impegnato a districare la questione, li rese partecipi. E Mugnai il sindaco lo andò a trovare a Siena, alla sede dell’Ato. Entrambi i parlamentari risultano contrariati dal contesto nel quale vengono inseriti e da audio anche offensivi nei quali emergono conversazioni “inqualificabili”, estranee ad una attività politica “improntata al rispetto delle istituzioni democratiche e a comportamenti rigorosamente conformi alla legge”. Sulla stessa nomina di Amendola, il partito pare avesse dato al sindaco non il nome secco, ma una rosa. Vicenda tutta da chiarire. Intercettazioni da contestualizzare. In una, con riferimento ad Amendola e al presunto aiuto che poteva dare a Breda, Ghinelli dice: “ma è in grado di risolvere qualcosa sto citto o no?” Anche al sindaco, forse, non era chiaro lo scenario. Gli avvocati dei tredici indagati possono presentare memorie difensive nei prossimi venti giorni dopo aver letto le 6000 pagine dell’inchiesta. Tre i filoni: nomina di Macrì in Estra, il patto Multiservizi e consulenze per mezzo milione ]a commercialista e avvocati di Coingas. Il legale fiorentino, intercettato, in una telefonata dice a Merelli: “A noi che ce frega, ci s’ha Coingas...”.