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Arezzo, Merelli e la telefonata intercettata col sindaco: "Nessuna pressione, è il suo modo categorico"

Il sindaco Ghinelli e l'assessore Merelli

Luca Serafini
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“...A noi che ce ne frega vero o no? Poi ci s'ha Coingas, scusa eh, vuoi mettere...?” E' una frase intercettata dagli inquirenti che ascoltavano le conversazioni al telefono tra l'avvocato fiorentino Pier Ettore Olivetti Rason e Alberto Merelli, assessore al bilancio e alle partecipate al comune di Arezzo. A parlare è l'avvocato e suona come se Coingas fosse roba loro. Ma che peso può avere questa espressione suggestiva? Anche zero. Merelli la prese per una pura e semplice battuta, non gli dette peso. E lo ha riferito al pm Andrea Claudiani e alla Digos, che gliel'hanno mostrata. Un interrogatorio che il commercialista e amministratore, indagato con il sindaco Ghinelli nell'inchiesta Coingas (consulenze) e nel filone Estra (la nomina di Francesco Macrì a presidente in conflitto col decreto legge), ha sostenuto a viso aperto in due lunghi colloqui, il 27 gennaio e il 3 febbraio 2020. Merelli, con a fianco l'avvocato Luca Berbeglia, ha risposto a tutte le domande. Quella frase colorita era stata pronunciata un giorno da Olivetti Rason, consulente di Coingas i cui 37 incarichi sono macchiati, secondo la procura, dal “peculato”. Perché inutili, ripetitivi, incongrui (quasi 400 mila euro) e assegnati in modo arbitrario. Come si contesta anche al commercialista Marco Cocci (140 mila euro). Compensi che un giorno sapremo se legittimi e frutto di onesto lavoro o no. “Non ho avuto alcun ruolo nella assegnazione delle consulenze a Olivetti Rason”, dice con fermezza Merelli agli inquirenti che lo indagano per favoreggiamento e abuso d'ufficio. “Non ho portato io Olivetti Rason in Coingas”. Nel 2017 in un'assemblea della spa glielo presentò Francesco Macrì, presidente di Estra. Poi frequentazioni. E lavoro. Lo ha pure nominato suo legale in una causa civile. E si arriva ai primi mesi del 2019, quando Merelli venne a sapere dal nuovo amministratore di Coingas, Scortecci, che le consulenze all'avvocato erano contestate dal collegio dei revisori. Un bel problema: c'era il rischio che saltasse Coingas se non passava il bilancio. Una spa importante, che veicola al Comune socio di maggioranza un milione l'anno: i dividendi di Estra. Così insieme al sindaco Ghinelli decisero di muoversi. Ed essendo un “aspetto tecnico”, si ricorse all'esperto avvocato del comune, Stefano Pasquini. Che elaborò il parere favorevole costato anche a lui l'avviso di garanzia. Ma la relazione, dice Merelli agli inquirenti, non fu affatto “orientata in modo aprioristico”. Ma quali “asini che volano” che “tutti devono vedere”: frasi suggestive ma ininfluenti. Fuori contesto. Gli contestano: perché non replicava al telefono a Olivetti Rason? E lui spiega che in quella delicata fase in cui venivano chiesti all'avvocato documenti sugli incarichi contestati, era meglio non irritarlo. E quando l'assessore sbottò al telefono: “Su sta storia mi dimetto...” fu perché era esasperato. Non ne poteva più e lo disse con tono scherzoso “per insofferenza verso la situazione”. Ma i soldi che prendeva quello studio legale erano troppi? Non ha strumenti per quantificare. Di sicuro l'oggetto delle consulenze non era estemporaneo, ma “inquadrato in programmi e necessità vagliati dalle assemblee”, non frutto di “scelte arbitrarie di Staderini”. C'era da rilanciare Coingas, la possibile quotazione in Borsa della partecipata Estra, il rapporto con Prato e Siena. Infine si arriva alla famosa telefonata intercettata, giugno 2019, del sindaco Ghinelli: quella dove prospetta in modo vivace che i sindaci revisori, nominati da loro, vengano perfino defenestrati se fanno storie sul bilancio Coingas. Merelli risponde di non averla “percepita” come una minacciosa pressione, quella telefonata. E' che il modo di esprimersi del sindaco  talvolta è irruento, anzi “categorico”. E Merelli, da parte sua, dice di non aver posto in essere “alcuna pressione o interferenza” sui revisori. In definitiva, Merelli afferma di non aver svolto un ruolo per tirare acqua al mulino di Rason: “Mio scopo era solo rendere possibile l'approvazione del bilancio. Il resto sono interpretazioni”.