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Arezzo, 76 lavoratori Clouditalia chiedono aiuto ai politici: "No al trasferimento a Firenze"

Luca Serafini
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Ci sono 76 aretini che dal prossimo autunno rischiano di diventare pendolari estremi: due ore di viaggio di andata e due ore di ritorno. In mezzo, le otto ore di lavoro. 
Sono i dipendenti di Clouditalia, azienda delle telecomunicazioni entrata nella sfera di Irideos, che ha deciso di chiudere i battenti della sede di via Calamandrei. Tutti in blocco trasferiti a Firenze, anzi a Osmannoro, che è ancora più avanti e questo rende più scomodo il tragitto con mezzi pubblici o auto proprie. 
Un disagio per i lavoratori, un impoverimento per la città. “Aiutateci”, il grido che ieri si è levato dal parco Giotto ad Arezzo, dove una decina di addetti Clouditalia ha spiegato la situazione. 
Ad ascoltarli c'era anche Marco Donati, l'ex deputato del Pd che corre da sindaco alle elezioni di Arezzo di settembre. Ha raccolto la richiesta di sostegno dei lavoratori, ha assicurato il suo interessamento e il suo impegno, per quello che gli sarà possibile. 
Un contatto nelle scorse settimane c'è stato anche con l'amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Ghinelli. Nei prossimi giorni, il 9 luglio, è in programma un nuovo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali. 
Non sembra che Clouditalia / Irideos sia intenzionata a mutare le decisioni prese. Anche se la proprietà è solida, con alle spalle un fondo partecipato da Cassa Depositi e Prestiti. 
Pare un'ingiustizia slegata da reali necessità il fatto di lasciare la piazza di Arezzo, dove Clouditalia ha portato avanti una storia nel settore delle tlc installandosi proprio nell'edificio simbolo di questo comparto: il palazzo che fu quartier generale di Eutelia, realtà protagonista di una grande ascesa ed espansione, prima della parabola discendente. E quel palazzo lungo via Calamandrei nei mesi scorsi è andato all'asta nell'ambito delle procedure seguite dal tribunale. Il fatto che Clouditalia, che li operava in affitto, non partecipasse alla gara fece sorgere dubbi. Confermati dal mancato interesse non solo a quella sede, ma proprio ad un ufficio su Arezzo, nonostante i ben 76 addetti. 
E' andata a finire che l'edificio lo ha acquisito il gigante Aruba (non si sa quale progetto ci sia) mentre Clouditalia è pronta a togliere tutto per trasferirsi a Osmannoro (Firenze). 
Una emorragia di posti di lavoro che rischia di avvenire così, senza che nessuno riesca a trattenere le decine di dipendenti. Che durante il periodo della quarantena hanno continuato a lavorare in smart working. 
La speranza di veder cambiare idea alla proprietà per ora è andata a vuoto. Si fanno gli ultimi tentativi. Avanzata anche la provocatoria proposta dei lavoratori di frugarsi in tasca per concorrere al pagamento dell'affitto di una sede su Arezzo. 
E poi il grido partito dal sit in di ieri pomeriggio al parco Giotto, con mascherine sul volto dei dimostranti e distanziamento sociale. L'appello è esteso a tutti i politici. Marco Donati ha preso nota. E' arrivato in bicicletta all'incontro. Se nulla cambia, il viaggio che dovranno fare i 40 uomini e le 36 donne di Clouditalia, in auto o in treno, si prospetta ben più scomodo.