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Arezzo, Lyssavirus trovato nel gatto che ha morso la proprietaria: parte l'indagine sui pipistrelli. Nuova ordinanza del sindaco

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La ricerca di una spiegazione sul caso di Lyssavirus su un gatto di Arezzo - primo contagio al mondo su un felino - partirà dalle indagini sierologiche che gli esperti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Padova e personale del Ministero della Salute faranno a partire sulle colonie e sulla popolazione di pipistrelli che si trovano in città. Partirà proprio dalla ricerca del virus nel sangue di questi animali la battaglia, o forse - si spera - nulla di tutto ciò, per interpretare l’anomalo caso che si è registrato in città, dopo che il gatto di una famiglia che vive nel comune è risultato positivo al virus simile alla Rabbia ma finora isolato soltanto una volta, nel 2002, e su un pipistrello del Caucaso. Il gatto, poi morto dopo essere stato ricoverato in una clinica veterinaria a Monsummano, aveva iniziato a manifestare segni di aggressività. Tanto da mordere la padrona e i familiari, così come lo stesso veterinario di Arezzo che, inizialmente, lo aveva visitato. Un felino abituato a vivere tra abitazione e giardino, dove però è emerso fosse presente appunto una importante popolazione di pipistrelli su una pianta. Ieri, lunedì 29 giugno, a Roma dal Ministero e in videoconferenza si sono riuniti gli esperti locali e nazionali e le istituzioni, tra cui Regione Toscana e Comune di Arezzo, facenti parte del gruppo tecnico scientifico costituito per affrontare questa anomala quanto delicata situazione. Per oggi è previsto il primo sopralluogo degli esperti, Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli ha firmato nella serata di lunedì 29 giugno un'ordinanza con cui è stato interdetto al pubblico l'accesso al tombamento del torrente Castro individuato, in entrata, su Largo Inigo Campioni e, in uscita, su via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il provvedimento, che ha decorrenza immediata fino a nuova ordinanza di revoca, si è reso necessario dopo la nota del Dipartimento di prevenzione di sanità pubblica veterinaria della Asl e dopo le prime misure di prevenzione e di contenimento dell'infezione rabida da Lyssavirus, messe a punto dal neo costituito gruppo di lavoro. In tale contesto, e per scongiurare il rischio di esposizione delle persone derivante dal contatto con animali domestici e selvatici potenzialmente infetti, è stato ritenuto indispensabile interdire l'accesso al tombamento del torrente Castro.