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Caso Arezzo, l'allenatore Di Donato risponde a Londrosi: "L'accordo con la società c'è. Abbiamo rinunciato ad un mese di stipendio"

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“Adesso basta, parlo io”. Daniele Di Donato, allenatore dell’Arezzo prende il telefono e chiama il Corriere. “Non ne posso più di leggere notizie su questo accordo che a detta di qualcuno non c’è mai stato. L’accordo c’è e noi giocatori abbiamo rinunciato ad un mese di stipendio”. Il tecnico amaranto dopo avere trascorso la quarantena in parte ad Arezzo, ha deciso di partire per il mare. Troppo amaro il finale di stagione con la rinuncia ai play off da parte del presidente Giorgio La Cava. Troppo amaro tutto ciò che sta succedendo ora con il botta e risposta tra Massimo Londrosi ed Ermanno Pieroni sull’accordo che i giocatori hanno fatto proprio con il direttore generale per venire incontro alle esigenze del presidente. Ma c’è anche dell’altro. “L’amarezza per quello che sta succedendo. Vendita, non vendita, mentre noi siamo qua ancora a leccarci le ferite di una stagione che sarebbe potuta essere diversa”, dice Di Donato. Brucia ancora la non partecipazione ai play off. Ultimo e utile palcoscenico per giocatori e tecnico per potersi mettere in luce prima del mercato estivo. Ma Di Donato vuole parlare di altro. E così interviene sull’accordo che il 17 di giugno tutta la squadra ha stipulato con il direttore generale Ermanno Pieroni in rappresentanza della società. Massimo Londrosi che sta portando avanti la trattativa per acquisire l’Arezzo per conto del gruppo di Andrea Stanzione, ha sempre sostenuto nelle interviste rilasciate al Corriere di Arezzo che “non c’è traccia dell’accordo tra i giocatori e la società”. Secondo Londrosi “la squadra non si è ridotta niente”. Sulla questione era poi intervenuto anche il direttore generale Ermanno Pieroni che invece aveva confermato l’esatto contrario e cioè che l’incontro c’era stato. Nell’edizione del Corriere di ieri, Londrosi aveva di nuovo ribadito che il gruppo che sta facendo la due diligence non aveva trovato niente di scritto. E’ a questo punto che l’allenatore Di Donato ha preso il telefono e ha parlato. “Ho letto in questi giorni che qualcuno sostiene che noi non ci siamo ridotti niente. Non è assolutamente vero. E vi spiego come stanno le cose”. “Il 17 giugno tutta la squadra ha avuto un incontro con il direttore generale Ermanno Pieroni. In quell’incontro abbiamo preso la decisione, noi tutti giocatori, di andare incontro al presidente Giorgio La Cava e così, come hanno fatto altre società abbiamo deciso di rinunciare ad un mese di stipendio. Il 20 di giugno poi il direttore Pieroni con ciò che avevamo deciso, ha incontrato il presidente La Cava che ha avallato questa nostra decisione. Ecco come stanno le cose. Noi abbiamo deciso di rinunciare ad una parte del compenso. Non è vero che non ci siamo ridotti niente. Nonostante abbiamo passato un periodo non facile finito con la ‘ciliegina’ della rinuncia ai play off”.  Intanto il presidente Giorgio La Cava continua nella trattativa per la cessione della società. In questi giorni avrà un nuovo incontro con l’immobiliarista Andrea Stanzione che fa capo ad un gruppo di imprenditori romani e a Massimo Londrosi ex dirigente di Pavia e Pro Piacenza. Il gruppo ha già acquisito tutti i documenti e sta facendo la due diligence. La trattativa, secondo le parole di Londrosi “è ben avviata” e il presidente La Cava vorrebbe anche chiuderla in fretta.  Nel frattempo, Ermanno Pieroni, direttore generale dell’Arezzo sta trattando con un altro gruppo che potrebbe prendere tutto il pacchetto di maggioranza dell’Arezzo, oppure entrare insieme a Giorgio La Cava. “Un gruppo di persone importanti - ha sempre detto Pieroni - con le quali possiamo fare progetti altrettando importanti”. Il 30 giugno deve essere presentato il bilancio della società. In caso di perdite, la ricapitalizzazione dovrà essere fatta entro la metà di agosto, periodo nel quale dovrà essere presentata la documentazione per l’iscrizione alla prossima stagione che ricordiamo comincerà a ottobre. Nel mezzo, come sempre, ci sono i tifosi che hanno già emesso un comunicato nel quale si legge “chiarezza e garanzia, considerato anche che ci siamo passati”. Sulla vicenda prende posizione anche il consigliere Roberto Bardelli che definisce la situazione: “Un maledetto Monopoli nostrale che ci fa sempre ripassare dal via, tra imprevisti e probabilità, dove purtroppo si patisce molto e si gioisce poco. La proprietà attuale è alla ricerca disperata dell'ennesimo compratore, all'orizzonte sembrano esserci due cordate, ma non è chiaro se siano veramente in grado di gestire il calcio ad Arezzo”.