Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, africano con bottiglia spezzata aggredisce poliziotti al parco del Pionta

 Un'auto della polizia al Pionta

  • a
  • a
  • a

L’uomo di colore brandiva un collo di bottiglia contro un altro straniero, poi alla vista dei poliziotti si è scagliato contro di loro e poteva finire male. Ancora scene di violenza al parco del Pionta, il parco che non ha pace. Un cittadino del Gambia, clandestino, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato non senza qualche difficoltà dagli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura. E’ successo nella serata di mercoledì e l’episodio conferma quanto ancora sia difficile la situazione nell’area dove stazionano extracomunitari, spacciatori e tossicodipendenti. L’africano, classe 1978, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Oggi comparirà davanti al giudice monocratico del tribunale di Arezzo, Ada Grignani, per la direttissima. Arrivato in Italia come richiedente asilo nel 2017, è stato già denunciato in passato, ad Arezzo, per spaccio di sostanza stupefacente e per tentata rapina. Nonostante questo, frequentava ancora il parco del Pionta dove l’altra sera qualcuno ha segnalato che era in corso una lite. La pattuglia dell’Upg è corsa in zona e i poliziotti si sono trovati di fronte la situazione. Da prendere con le molle, perché in determinate circostanze la reazione delle persone che delinquono è imprevedibile. Infatti il gambiano che stringeva in pugno i cocci di vetro, si è scagliato contro i poliziotti, che hanno riportato anche delle lesioni, fortunatamente non gravi. C’è voluto un po’ per immobilizzare 42enne richiedente asilo, identificarlo con rilievi foto-dattiloscopici e condurlo negli uffici della questura. Negli atti è indicato come “clandestino pregiudicato”. Sono emersi infatti i precedenti. E’ stato formalizzato l’arresto. L’uomo di colore risulta residente a Bibbiena presso conoscenti ma la sua posizione in Italia non risulta regolarizzata. Sarebbe solito frequentare il parco del Pionta. Oggi il giudice deciderà la misura cautelare appropriata. Nei giorni scorsi il tribunale, presidente Giulia Soldini, si è occupato del gruppo di africani, per lo più nigeriani ma anche del Gambia e del Mali, che vennero arrestati nella maxi retata del maggio 2019, protagonisti di una capillare rete di spaccio di droga con modalità di micro cessione, per sfuggire al carcere. Per 14 emesse sentenze di condanna dopo i quindici giudicati con rito abbreviato. A dieci spacciatori è stata riconosciuta la cessione nella forma più grave, quella del comma primo, e sono state inflitte pene da quattro anni e mezzo fino a sei e otto mesi. Il magistrato Julia Maggiore è riuscì a far passare la linea dura: piccoli quantitativi ma nell’ambito di una rete solida di occupazione del territorio con finalità di smercio, smantellata dalla Squadra Mobile. Gli africani sono tutti tornati liberi e in carcere, in caso, andranno solo a sentenza definitiva. Incontrarli al Pionta è possibile.