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Arezzo, perdita di 1.8 milioni e nodo giocatori per la vendita

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Presidente, è vero che l’Arezzo ha un debito di 1,8 milioni di euro? “Confermo. Anzi 1 milione e 860 mila euro”. Ma La Cava non sembra preoccupato. “E’ normale nel calcio. A questa perdita bisogna sommare tutti i contratti dei giocatori in essere e le spese. E’ la stessa cifra di un anno fa, se ricordate”. Ma un anno fa c’erano negli occhi Arezzo-Pisa, i play off, la serie B sfiorata e soprattutto La Cava non trattava con nessuno la vendita dell’Arezzo come invece sta facendo adesso. La trattativa con il gruppo dell’immobiliarista Andrea Stanzione procede. Massimo Londrosi fa sapere che “fornitori, fisco, agenzia delle entrate, è tutto chiaro”. Cioè dai documenti risulta che tutto è a posto. Anzi quasi tutto. Perché resta il nodo giocatori. “Siamo in attesa - dice Londrosi - di avere notizie circa le transazioni che sta portando avanti l’attuale società”. Ai giocatori è stato chiesto di rinunciare ad altri due mesi di stipendio, dopo che già ne hanno rinunciato ad uno. Diciamo che il pallino della trattativa - confermato anche dai commercialisti che la stanno seguendo - è nelle mani della squadra. Che cosa faranno i giocatori? Verranno incontro a Giorgio La Cava e soprattutto all’Arezzo, oppure resteranno fermi nelle loro posizioni? L’allenatore Di Donato aveva comunque parlato di un accordo che già c’era, ma che la società avrebbe dovuto ratificare. La prima data fondamentale è quella del 9 di luglio e forse sarà anche decisiva. Quel giorno infatti il presidente dovrà dire se ripiana o meno il debito dell’Arezzo (deve essere approvata la trimestrale). E quindi dovrà dire se mette il milione e 800 mila euro. In caso di risposta negativa, lo scenario è quello che nessun tifoso si augura. Quindi il tempo stringe sempre di più. Ad oggi c’è meno di una settimana per convincere i giocatori ad accettare le richieste. Il nodo è fondamentale perché Andrea Stanzione subentri a Giorgio La Cava nella presidenza dell’Arezzo. “Stanzione è una persona che ama l’Arezzo - dice La Cava - Lo ha sempre seguito in questi ultimi mesi. Ha passato ad Arezzo anche qualche fine settimana e si è innamorato della città. In più non è solo, ha altri soci e in questo momento avere altri supporti è importante, perché la serie C è un vero bagno di sangue. Io sono pronto a cedere il testimone”. E dalle parole di Giorgio La Cava si intuisce che la volontà è sempre più quella di cedere la società. Se l’entusiasmo era già venuto meno prima del Covid, adesso lo è anche di più, visto che il patron amaranto dovrà avere più tempo per rimettere in piedi il suo lavoro. La Cava cede tutto il pacchetto di maggioranza ad Andrea Stanzione che ad Arezzo arriva con altri tre soci. Due sono sicuri e un altro si potrebbe aggiungere. A tirare le fila della cordata che con Giorgio La Cava ha già intavolato il discorso tra dicembre e gennaio, è Massimo Londrosi, ex dirigente di Pavia e Pro Piacenza. “Un mio amico”, dice il patron amaranto. E Pieroni che fa? Sta con le mani in mano? Assolutamente no. Il direttore generale anche ieri ha avuto un incontro con chi potrebbe entrare dentro l’Arezzo. “Non mi presto a nessun teatrino mediatico - dice Pieroni - Io sto facendo i fatti. E’ chiaro che non so se andranno in porto, ma mi sto muovendo e sto lavorando mattina e sera per aiutare l’Arezzo e Giorgio La Cava”. Intanto ieri sera c’è stata l’assemblea di Orgoglio Amaranto. I tifosi che hanno l’1 per cento, si sono ritrovati per commentare e fare il punto sulle vicende dell’Arezzo. Una cosa comunque è certa. E cioè che il tempo stringe sempre di più. Il nodo giocatori deve essere sciolto, altrimenti il rischio è quello di andare a sbattere contro un muro e ritrovarsi a dovere ricominciare da capo. Come ha detto Roberto Cucciniello durante l’assemblea di Orgoglio Amaranto: “I giocatori si mettano una mano sulla coscienza e vengano incontro alla società e a questa città che li ha sempre applauditi”.