Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, la protesta: "Case invivibili e clienti che scappano dal B&B per colpa del depuratore"

Depuratore Casolino

  • a
  • a
  • a

“Provate a cenare fuori, in estate. E’ come mangiare sopra una fossa biologica. Dopo un po’ bisogna rientrare”. Mauro è uno degli abitanti di Pratantico, frazione alle porte di Arezzo che da oltre dieci anni, ha a che fare con il depuratore che si trova in località Casolino. Non è l’unico residente. E non è solo Pratantico ad essere interessato. Ma anche San Leo, Ortali, Butteri e Quarata. Un ampio raggio dove gli odori sono tutti uguali. “Puzzo di fogna, per non dire peggio”, dicono gli abitanti. La battaglia è lunga ed è stata combattuta a suon di lettere, raccolta firme ed esposti. “Ma siamo ancora qua e non abbiamo risolto niente”, dicono. La Società Nuove Acque, gestore dell’impianto, aveva individuato due soluzioni del problema, una a breve e una a lungo termine. In realtà la soluzione a breve, cioè quella di mettere una specie di profumi nell’aria, nulla ha risolto e quella a lungo temine è tutt’altra cosa. Il potenziamento dell’impianto per portare la capacità di essiccazione fanghi da 1.560 tonnellate annue a ben 11.000, concentrando nel sito tutti i fanghi prodotti da altri 17 impianti della provincia. Il primo passo del Comitato è stato quello di presentare osservazioni nell’ambito del procedimento, tuttora in corso in Regione e dichiararsi contrario al potenziamento dell’impianto che aggraverebbe il carico ambientale complessivo nelle zone suddette. In pratica. “Dovete assolutamente fare qualcosa - dicono gli abitanti - perché così non possiamo andare avanti”. Giovanni abita anche lui a Pratantico: “Da sempre e da quando hanno costruito il depuratore, dove confluiscono le acque reflue urbane non pericolose di una buona parte della città, è un continuo capire da che parte soffia il vento”. Spiega Giovanni: “Abbiamo imparato che quando c’è la tramontana si sta meglio. Gli orari peggiori sono quelli che vanno dalle 19 fino alla mattina presto. Bisogna tenere le finestre chiuse e d’estate non è di sicuro il massimo”. Ma c’è dell’altro e lo fa presente Mauro: “Spesso arriva fino alla gola un odore acre di ammoniaca. Non sarà che alla fine questa roba ci fa male a tutti?”. A Ortali, Marzia gestisce un bed and breakfast. Ci racconta che “lo scorso anno alcuni clienti se ne sono andati dalla puzza che c’era. E ovviamente non hanno pagato il conto. Stamani (ieri) alle 7 di mattina nella sala colazione c’era un forte odore di fossa biologica. La situazione è più che pesante, perché ne va del nostro lavoro”. Addirittura lì vicino c’è anche un centro cinofilo per l’addestramento dei cani: “L’anno scorso, la gente non riusciva a starci, perché sentiva un forte odore di ammoniaca. La prossima settimana abbiamo organizzato un evento, speriamo che il vento soffi nella direzione giusta”. “E’ da più di dieci anni che andiamo avanti così - dice il Comitato - possibile che non riusciamo a trovare una soluzione per vivere e convivere con questo problema?”.