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Arezzo, ladro preso grazie a nigeriano: arresto non convalidato. Due versioni. Ambulante ricevuto dal questore

Luca Serafini
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Un fatto e due versioni opposte. E’ successo nel piazzale dell’Obi alle 10.30 di giovedì. Nella versione numero “1” c’è un venditore africano di calzini e fazzoletti, Godsent Iboy, che grida “al ladro” e blocca un 48enne italiano che sta uscendo con una borsa. Il nigeriano, 40 anni, si prende due pugni in faccia (labbro spaccato) e l’altro, lasciata la borsa a terra, scappa via. Successivamente la polizia gli arriva a casa, a Castiglion Fiorentino, per arrestarlo con l’accusa di rapina impropria. Nella versione numero “2” il 48enne italiano è la vittima del nigeriano: “Mi ha aggredito, mi ha preso a morsi”, ha dichiarato davanti al giudice. “Non ho rubato nulla, ero andato a sostituire dei prodotti comprati tempo fa”. E il venditore di fazzoletti, a suo dire, gli avrebbe sbarrato la strada. Se il furto di diserbante e prodotti per la piscina per un valore di 140 euro c’è stato o no, lo sapremo una volta che il processo sarà concluso. Intanto però il giudice Ada Grignani non ha convalidato l’arresto dell’uomo, L.L. le iniziali, perché a rigore di legge non c’è né la “flagranza” né la “quasi flagranza”. La decisione ha spiazzato un po’ tutti al termine dell’udienza celebrata ieri mattina in tribunale, con il pm Elisabetta Sbragi che aveva chiesto la convalida e l’obbligo di dimora del 48enne nel comune dove abita. Niente direttissima, invece, e nessuna misura cautelare per l’uomo, difeso dall’avvocato Tommaso Acuti. Fascicolo rimesso alla procura per il successivo sviluppo su una vicenda che il giudice definisce nella sua ordinanza “fumosa”. Perché mancano “testimoni oculari” del presunto furto tra gli scaffali. Il giudice ha rilevato poi che l’imputato aveva segni di morsi alle braccia e, aggiunge, non sussistono motivi per limitarne la libertà. In attesa che il procedimento penale faccia il suo corso, tra accusa e presunzione di innocenza, il questore Dario Sallustio ha comunque aperto le porte della questura al quarantenne nigeriano. Che ieri pomeriggio ha salito le scale degli uffici di via Filippo Lippi e nell’incontro con il questore avrebbe ricevuto parole di apprezzamento per il senso civico dimostrato nella circostanza. Il nigeriano ha raccontato ai cronisti che da sei anni lavora onestamente davanti all’Obi. Ha tre figli. Non ha esitato un istante, l’altra mattina, a scattare quando ha visto, di là dal vetro, i movimenti dell’uomo. Il nigeriano ha riferito di averlo notato entrare con la borsa “sgonfia” e poco dopo uscire con la stessa borsa “gonfia” senza pagare. A suo dire avrebbe atteso un momento di distrazione delle cassiere per uscire dalla corsia di chi non ha effettuato acquisti. Quindi, avvicinatolo, gli avrebbe detto: “Tu hai rubato”, ricevendo i colpi in faccia. Poi la colluttazione. Un altro cliente che con il telefonino ha ripreso l’auto dell’uomo allontanarsi. Dal numero di targa e dal cellulare dell’uomo, rimasto nella borsa abbandonata a terra, la Squadra Mobile è poi risalita a L.L., con vecchi precedenti specifici. Quindi l’arresto, ritenuto però illegittimo dal giudice perché non avvenuto nell’immediatezza. Da parte sua l’uomo controbatte l’accusa. “Avevo comprato dei diserbanti tempo fa ma mi si secca l’erba, volevo cambiarli. Ho chiesto se potevo, ma mi hanno detto che serviva lo scontrino”. Tutto da verificare. Poi lo scontro con il nigeriano. Che secondo la Questura merita di essere elogiato.