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Arezzo, caso Coingas: pm attende indagati, Staderini potrebbe chiedere interrogatorio

Luca Serafini
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 Qualche bocca si potrebbe aprire. Quella di Sergio Staderini, ad esempio. L’ex amministratore di Coingas, nei guai per le consulenze d’oro da mezzo milione ai professionisti, e per le registrazioni fatte di nascosto da lui stesso (filone Multiservizi e filone Estra) starebbe seriamente valutando di farsi interrogare dal pm Roberto Rossi. Avrebbe voglia di esporre la sua versione dei fatti e forse di togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe. Ma la decisione va presa con calma, insieme agli avvocati Mario Cherubini e Francesco Maresca. Il magistrato in verità attende tutti e tredici gli indagati, ma l’interrogatorio è un atto facoltativo, non c’è obbligo. Anche il sindaco Alessandro Ghinelli, coinvolto in tutti e tre i rami dell’inchiesta, è nella stessa fase di valutazione con gli avvocati Piero Melani Graverini e Luca Fanfani che lo assistono. Certo, il sindaco in consiglio comunale ha già affermato la sua estraneità alle accuse ma l’interrogatorio dinanzi al pm è altra cosa. Va poi considerato che tutti gli indagati che lunedì 22 giugno hanno ricevuto il “415 bis” (atto di chiusura indagini) hanno in mano le oltre seimila carte del fascicolo ma non i supporti digitali collegati: dischetti che racchiudono i contenuti di computer e telefonini, in primis appunto l’archivio di Staderini con gli audio che hanno svelato i retroscena delle riunioni d’affari e politiche. Un’attività che è valsa a Staderini la riprovazione del sindaco Ghinelli, del quale era stretto collaboratore. Qualora parlasse, chissà, Staderini potrebbe dire del contesto in cui maturarono le consulenze verso i professionisti su cui la procura ipotizza il peculato, degli accordi che c’erano, se c’erano, del suo ruolo, del rapporto controverso con Estra, del caotico intreccio tra politica, partiti, società partecipate e situazioni personali da risolvere. La fase è di attesa ma la settimana che si apre ha un suo valore perché le decisioni in chiave difensiva saranno prese. Anche alla luce dei “dischetti”. Una volta acquisita l’intenzione degli indagati di essere interrogati, la procura calendarizzerà gli incontri. Che potrebbero avvenire anche a settembre. Nella tempistica giudiziaria ci sono paletti e tempi da rispettare, ma non è poi tutto così rigido. I venti giorni a disposizione per memorie e interrogatori, che scadrebbero il 14 luglio, pare certo che verranno prorogati. Sulle inchieste Banca Etruria è avvenuto. Quindi, è lecito immaginare che per l’inchiesta Coingas si arriverà a celebrare l’udienza preliminare a fine anno. Lì sarà deciso dal giudice, posizione per posizione, se mandare a processo gli indagati, che diventerebbero imputati. Potrebbero però esserci proscioglimenti, qualora le ipotesi di reato svanissero, oppure patteggiamenti e riti abbreviati. Come al solito c’è da fare i conti con la clessidra della tempo della prescrizione che in questi casi, Variantopoli docet, può trasformare faldoni chilometrici in fumo. Alcuni degli indagati hanno già salito le scale della procura per farsi ascoltare dal pm precedente, Andrea Claudiani, e dalla Digos, ma potrebbero farlo di nuovo alla luce delle contestazioni definitive. I filoni sono tre. Le consulenze da circa mezzo milione affidate da Coingas al commercialista Marco Cocci e all’avvocato fiorentino Pier Ettore Rason; il presunto accordo corruttivo tra consigliere Roberto Bardelli e Luca Amendola, ex presidente di Multiservizi; la nomina di Francesco Macrì, da consigliere comunale a membro del cda di Estra della quale poi è diventato presidente. I reati ipotizzati vanno dal peculato alla corruzione, dal favoreggiamento all’abuso d’ufficio. La vicenda giudiziaria è intrecciata con le sorti politiche e amministrative della città. Gli indagati sono innocenti fino al terzo grado di giudizio. Intercettazioni e audio spiati, ora salaci ora volgari ora irritanti ora deprecabili ora avvilenti, sono elementi importanti ma anche suggestivi e interpretabili in più modi. Il cammino verso la verità, processuale, è lungo e in forte salita.