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Arezzo, moda: Prada a pieni giri dopo il lockdown grazie alla Cina, 1.700 lavoratori a otto ore. Luglio decisivo

Luca Serafini
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La Cina veste Prada anche dopo il Covid. Il mercato asiatico è tornato rapidamente a comprare e traina la ripartenza del gigante della moda. Così negli stabilimenti aretini si lavora a buon ritmo.”Sono 1.700 i dipendenti a orario pieno, mentre per 800 viene ancora utilizzata la cassa integrazione con orario ridotto a 6 ore”, dice David Scherillo, segretario generale Femca Cisl. “Ci sono poi oltre duecento addetti in smart working”, aggiunge. L’accordo con l’azienda di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada è stato rinnovato nei giorni scorsi. Resta da definire il periodo delle ferie: “E’ ancora aperto il discorso sulla terza settimana, in base a certi impegni internazionali dell’azienda che potrebbero comportare la necessità di rientrare prima al lavoro”, dice il sindacalista. Ma il calendario riserva per i prossimi giorni estivi un passaggio fondamentale, dal quale dipendono i mesi autunnali e invernali. “In questo periodo si lavora sugli ordinativi che erano stati fatti a inizio anno e che, superato il lockdown, sono stati confermati, ma a metà luglio scatta la campagna vendite sui nuovi campionari e lì vedremo quale sarà la risposta dei mercati”, spiega Scherillo. 
Valore, spessore, creatività, strategie di Prada non si discutono, ovviamente. Ma gli effetti della pandemia nel globo possono aver mutato le cose.
Se l’Asia sembra rispondere benissimo, attratta come prima e anzi più di prima dalle borse della fashion house, preoccupano gli Usa. A fine mese/inizio agosto si saprà quale consistenza avranno i nuovi ordinativi per impostare la conseguente organizzazione del lavoro.
Da parte sua Prada ha messo in campo tutte le migliori energie e strategie per confrontarsi con l’emergenza e la ripresa produttiva. In primis, con l’adozione di tutte le misure di sicurezza all’avanguardia per tutelare i propri lavoratori. Unitamente a ciò, Prada ha proseguito nella politica della riduzione dei grossisti tradizionali e spingendo nell’investimento sul digitale, con una offerta attraente nell’e-commerce per la cosiddetta “shopping experience”. 
In una intervista a Wwd, “la bibbia della moda”, l’Ad Patrizio Bertelli oltre a spiegare come l’azienda ha dovuto ricalibrare le priorità per l’emergenza sanitaria, ha parlato del potenziamento dello “store network diretto” di Prada e dell’e-commerce. E’ stata anche inevitabile, ha detto, la scelta di aumentare i prezzi dei listini, contenuti comunque ad una cifra, tenuto conto dell’aumento dei costi organizzativi e dei materiali. Doppia cifra (“double digit”) quella fatta registrate dal mercato della Cina con buone speranze anche per i prossimi mesi. Crescita in tripla cifra, appunto, per il commercio elettronico. Occhi puntati ora sull’impatto delle nuove collezioni e sugli ordini. Presentazioni virtuali ma e appuntamenti “fisici” con show room, sfilate ed eventi come quello che pare sia in programma a Londra nel prossimo settembre.
Intanto, in un’altra intervista ad un’altra rivista specializzata, BoF, il figlio di Patrizio e Miuccia Prada, Lorenzo Bertelli - 32 anni - non esclude di poter prendere in futuro in mano le redini del gruppo. Pilota di rally, [TESTO]dal 2018 è responsabile del marketing e si prepara alle prossime responsabilità.