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Arezzo, scavi per rete metano: scoperta strada romana a Badia Tedalda e muro a Sansepolcro

Davide Gambacci
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Scavano per sostituire la vecchia tubazione del metano ma vengono alla luce reperti archeologici. Un'antica strada, residui di un muro e frammenti ceramici: tutti da attribuire all'epoca romana, seppure sarà la Soprintendenza a stabilirlo con precisione. È accaduto nei giorni scorsi in due distinte aree separate da chilometri di bosco: nel territorio comunale di Sansepolcro, tra le località San Pietro in Villa e Gragnano e a Cocchiola di Badia Tedalda. Oramai da qualche mese, infatti, sono iniziati i lavori di realizzazione del nuovo metanodotto della Snam che collega Rimini a Sansepolcro attraversando l’intera dorsale appenninica. Il primo step sono le piste di accesso e il disegno del tracciato che scorre accanto alla vecchia tubazione; la stessa che nel novembre del 2015 scoppiò a seguito di un guasto nella zona di Ponte Presale, Comune di Sestino. Sta di fatto che gli operai, mentre provvedevano a togliere uno strato superficiale di terra, hanno portato in luce una parte della vecchia strada nella zona di Cocchiola a Badia Tedalda: con ogni probabilità collegava l’Adriatico al Tirreno attraversando anche la valle bagnata dal fiume Tevere. E’ scattato tutto l’iter a quel punto: sul posto sono intervenuti pure i carabinieri. I rinvenimenti archeologici sono ora oggetto di indagine di approfondimento sotto la direzione e il coordinamento della Soprintendenza. Sul filone dei lavori, invece, l’ufficio stampa centrale della Snam fa sapere che l’intervento comunque andrà avanti seppure per l’aspetto prettamente archeologico del reperto – cosa tra l’altro piuttosto usuale durante lavori di questo tipo – i contatti sono continui con la Soprintendenza per capire l’evolversi della situazione. Al momento nulla si tocca e le aree interessate sono state transennate. Si nota chiaramente un vecchio selciato lungo qualche metro con delle pietre collocate in una maniera geometrica ben precisa. Già per i prossimi giorni è atteso un nuovo sopralluogo da parte delle istituzioni per valutarne tutti gli aspetti. Ma scendendo più a valle ecco una seconda area d'interesse archeologico: a Sansepolcro sono emersi resti di un antico muro e frammenti di ceramica. Se da una parte c’è la valenza storica dei ritrovamenti, dall’altra Snam attende di capire quali potranno essere gli sviluppi futuri. Tante le ipotesi sul piatto, che potrebbero comportare anche un incremento dei costi ed uno slittamento dei tempi. Ma i pochi metri venuti alla luce della vecchia strada sono gli unici rimasti intatti, oppure proseguendo nello scavo altro potrebbe emergere? Quesito interessate a cui in questo momento è impossibile rispondere. Se la storicità dei reperti, quindi l’epoca romana, venisse confermata questi potrebbero senza dubbio diventare luoghi di interesse storico per l’intera Valtiberina ridisegnando la storia di questa valle al confine tra varie Regioni.