Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, riapre il ristorante al parco di Lignano. Lorenzo, 30 anni: "Batto la crisi rischiando"

  • a
  • a
  • a

La "Capanna di Lignano” ha un nuovo gestore. Si chiama Lorenzo Polendoni ed ha vinto il bando per il ristorante, chiuso ormai dal dicembre scorso e che si trova all’interno del parco. Ha 30 anni, Lorenzo, ed è stata l’unica offerta presentata. La voglia di avventurarsi in un’esperienza del genere non è tanta, di questi periodi, ma a Lorenzo non fa paura e anzi: “Investo, rischio, ma così ci possiamo rialzare”. Ci ha pensato, prima di presentare la domanda, ma poi si è detto: “Vado”, perché il ristorante di Lignano rappresenta per lui, il suo inizio nella ristorazione. Racconta: “Io lassù c’ho lavorato quando c’è stata la penultima gestione e il locale si chiamava ‘Le 3 Civette’. Ho cominciato da lì il mio cammino nella ristorazione e sono contento, in qualche modo, di farlo tornare a vivere. Sono di Policiano e mi dispiaceva vedere questo posto, così caro agli aretini, chiuso da un pezzo”. Il ristorante che poi ha preso il nome “La Capanna di Lignano”, è stato gestito fino allo scorso dicembre, da Cristian Lupi che invece ha scelto di non ha partecipato al bando. Poi a gennaio, visto che il contratto di gestione scadeva, il ristorante dall’oggi al domani è stato chiuso. Il motivo: perché il Comune doveva farci dei lavori. E così nei mesi di gennaio e di febbraio il ristoro in località Rigutinelli è rimasto sbarrato e in tanti si sono chiesti quando riapriva. Poi è arrivato il Covid, la chiusura forzata delle attività e anche del Parco di Lignano in tanti se ne sono dimenticati, fino a quando il Comune non lo ha rimesso a bando. Venerdì scorso l’ultimo termine per presentare le domande e ieri mattina l’apertura. Lorenzo Polendoni già gestisce un ristorante che si chiama “Il Toscano” a Rassina. “Da sei anni - specifica - Prima del Covid avevo quattro persone e d’estate siamo saliti anche a otto, che lavoravano per me, adesso sono un po’ meno, ma per fortuna la ripresa comincia ad esserci e non è escluso che possano tornare”. Aveva sedici anni quando ha cominciato a lavorare nella ristorazione, appunto a Lignano e quel posto gli è sempre rimasto nel cuore. Lorenzo ha tanti progetti, “ma fino a quando non li avrò realizzati, almeno qualcuno, non li dico”. Per adesso a Lignano potrà solo andarci a visionare il luogo, perché il Comune ci sta facendo i lavori. L’ingegnere Serena Chieli dice: “Dovevano essere fatti a partire da marzo, ma poi il Covid non ce lo ha permesso e quindi abbiamo iniziato appena abbiamo potuto. Stanno procedendo e ci auguriamo che possano finire in tempo per dare a Lorenzo la possibilità di lavorare già nel mese di agosto”. Altrimenti la consegna sarebbe il 1 di settembre. “Vediamo se riusciamo ad anticipare di qualche settimana”, dice l’ingegnere Chieli. Ma che sia estate o inverno, Lignano è sempre una delle mete preferite degli aretini. D’estate per cercare un po’ di refrigerio dalla calura estiva e d’inverno per rifugiarsi davanti al camino. E sarà proprio con questo spirito che Lorenzo cercherà di fare tornare a vivere il posto. “Voglio che torni ad essere la montagna degli aretini - dice - soprattutto per i bambini e per i ragazzi. Ho in mente tanti progetti e anche se so che questo non è il periodo più bello per investire, io ce la metterò tutta. Ho 30 anni, entusiasmo e poi se non si rischia a questa età quando dobbiamo farlo?”. Nel frattempo in Comune lavorano per mettere a posto tutti i documenti. La gestione del ristorante di Lignano avrà la durata di sei anni e non di dieci come era fino a dicembre scorso. “Noi siamo pronti - conclude Lorenzo - e non vediamo l’ora di cominciare questa nuova avventura”.