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Arezzo, Matteo Salvini su Etruria: "Magistrati dormivano". La Procura: "Nessuna inerzia, ecco date e fatti"

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La procura della repubblica di Arezzo replica alle dichiarazioni di Matteo Salvini che martedì 7 luglio ha preso posizione a difesa del sindaco Alessandro Ghinelli affermando che i magistrati che si occupano dell'inchiesta che tocca il sindaco di Arezzo non sarebbero stati reattivi e tempestivi in merito alle vicende di Banca Etruria.

 

 

La procura ha diffuso una nota a firma di Luigi Bocciolini, il procuratore facente funzione. Il magistrato Roberto Rossi, titolare dell'inchiesta Coingas che coinvolge anche il sindaco, non ha più il ruolo di procuratore per effetto della decisione del Csm di non rinnovargli l'incarico. Decisione impugnata da Rossi, con pronunciamento del Tar favorevole al Csm, ora in attesa del parere del Consiglio di Stato.

"In relazione al resoconto di dichiarazioni pubbliche che sarebbero state rese dal senatore onorevole Salvini, riportate dalla stampa locale e relative ad ipotetiche inerzie di magistrati di questo Ufficio nella conduzione delle indagini che hanno riguardato la Banca popolare dell'Etruria e del Lazio - si legge nella nota della procura -  si fa presente quanto segue: la dichiarazione di insolvenza della Banca Etruria (dichiarazione che, come è noto, è necessaria per ipotizzare reati di bancarotta) viene pronunciata dal Tribunale di Arezzo l'11 febbraio 2016; il primo fascicolo, a carico dell'istituto di credito (nr 762 / 2016 RGNR) viene iscritto in data 25 febbraio 2016; la prima richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 21 imputati per reato di bancarotta è del 26 giugno 2017; una seconda richiesta di rinvio a giudizio a carico di 25 imputati di reati di bancarotta è depositata il 27 luglio 2017; il giudice di Arezzo pronuncia la sentenza di condanna  a carico di amministratori della Banca Etruria per reati di bancarotta in data 30 luglio 2019; a carico di altri imputati, non giudicati in quel primo processo, sono in corso processi avanti al tribunale di Arezzo", conclude la nota del procuratore Luigi Bocciolini.