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Arezzo, avvocato su vicenda oro e ottone: "Nessun falso, quella lettera era regolare"

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Con richiesta di rettifica ex art. 8 Legge n. 47/1948, riceviamo dall'avvocato Matteo Prosperi e pubblichiamo la seguente precisazione: “Formulo la presente in proprio e in qualità di legale di fiducia della società (...). in persona legale rappresentante pro tempore, a seguito della pubblicazione dell'articolo del 2 luglio 2020 a pagina 12 del Corriere di Arezzo recante il seguente titolo: ‘Commerciante denunciato. Truffe in serie con l'ottone al posto dell'oro'. L'articolo, nel riportare la notizia della denuncia sporta nei confronti di un commerciante di Marciano della Chiana, ha riferito notizie non vere. Infatti è destituito di ogni fondamento il seguente passaggio del citato articolo giornalistico: “... che ha fatto pervenire una lettera di diffida di uno studio legale, in cui si intimava la restituzione del metallo. La lettera sarebbe risultata ‘taroccata' per poter mettere le mani su oro buono. Il 47enne deve rispondere di vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte, truffa, sostituzione di persona e falsità”. Il sottoscritto Avvocato, iscritto regolarmente all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Arezzo, dà atto del fatto che i suddetti riferimenti riportati nell'articolo non corrispondono al vero, e che nel caso di specie non vi è stata alcuna contraffazione né falsità né scambio di persona o quant'altro ivi asserito. La lettera è stata regolarmente predisposta dal sottoscritto nell'adempimento del mandato regolarmente ricevuto dalla società di cui trattasi”.
Riguardo alla notizia di cronaca in questione, su una presunta truffa con oro e ottone, il Corriere di Arezzo nell'articolo ha riportato quanto contenuto nel comunicato stampa diffuso in data 1 luglio 2020 dal Comando provinciale dei Carabinieri di Arezzo.