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Arezzo, inchiesta su ospiti morti nelle Rsa: cinque riesumazioni per eseguire autopsie

Luca Serafini
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Cinque salme da riesumare e avvisi di garanzia in vista. Svolta nell’inchiesta sui morti per Coronavirus nelle case di riposo di Montevarchi e Bucine. Il procuratore Luigi Bocciolini e il sostituto Roberto Rossi affideranno nei prossimi giorni l’incarico al medico legale per eseguire autopsie su ospiti delle Rsa deceduti nei mesi scorsi. Lo scopo è accertare il nesso di causa ed effetto tra il contagio da Covid-19 e la morte. Ciò che emerge dalle cartelle cliniche per questi cinque casi non sarebbe chiaro. La causa potrebbe risiedere in altre patologie. Si cercherà di rintracciare la presenza del virus nei polmoni delle salme disseppellite. Attività il cui risultato non è preventivabile in quanto mai effettuata prima. A svolgere gli accertamenti sarà il professor Marco Di Paolo dell’Università di Pisa, che nelle scorse settimane ha eseguito autopsie su due ospiti di Rsa morti dopo essere guarite virologicamente. Sono i carabinieri del Nas di Firenze e quelli del Valdarno a svolgere le indagini. Sequestrati documenti nelle strutture e nei due comuni. Con le autopsie potrebbero scattare avvisi di garanzia. Per ora si procede contro ignoti per omicidio colposo plurimo. L’inchiesta tende ad appurare se le Rsa comunali, gestite dalle cooperative, hanno tutelato fino in fondo gli ospiti proteggendoli dal contagio. Intanto ieri la Regione Toscana ha annunciato la morte di una donna che sarebbe il decesso numero 49 per Covid nell’Aretino. In realtà secondo l’Asl l’anziana deceduta nella Rsa di Montevarchi, 99 anni, dopo essere stata trovata positiva, avrebbe avuto quattro tamponi negativi. Era stata ricoverata per una caduta, poi la morte in Rsa.